Industria della difesa

Da Eurofighter una spinta a crescita e occupazione

Secondo Pwc Strategy& il programma può generare fino a 90 miliardi di euro di Pil e sostenere 98mila posti di lavoro in dieci anni

di Gabriele Capomasi

Eurofighter Typhoon

3' di lettura

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Una piattaforma di Difesa comune per i cieli europei che agisce da volàno per la crescita e l’occupazione. Il programma Eurofighter Typhoon rappresenta un esempio di eccellenza nella collaborazione industriale europea. Nato dalla cooperazione tra quattro nazioni (Germania, Regno Unito, Italia e Spagna) con l’obiettivo di sviluppare e produrre aerei da combattimento di ultima generazione, grazie alla sua configurazione favorisce la cooperazione internazionale e l’integrazione delle competenze specifiche di ciascun Paese, creando un ecosistema industriale interdipendente e altamente specializzato.

Uno studio indipendente di Pwc Strategy& evidenzia l’impatto significativo del programma per le economie europee. Lo studio esamina infatti l’intero spettro delle attività di sviluppo, produzione e supporto, nelle quattro nazioni partner declinandone gli effetti economici prospettati nei prossimi dieci anni su due possibili scenari evolutivi.

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I due scenari

Nello scenario più conservativo, con ordini per nuovi Eurofighter da Spagna (Halcon I e II) e Germania (Quadriga), si prevede che nei prossimi dieci anni il programma contribuirà con 58 miliardi di euro al Pil delle quattro nazioni partner, generando entrate fiscali di 14 miliardi di euro e supportando 62.700 posti di lavoro all’anno. Includendo alle stime anche le ulteriori opportunità di vendita di circa 200 Eurofighter nei mercati domestici e di esportazione, i numeri aumentano significativamente. In questo scenario, per il prossimo decennio, il programma contribuirà con 90 miliardi di euro al Pil, generando entrate fiscali di 22 miliardi di euro e supportando oltre 98mila posti di lavoro ogni anno.

In tal senso appare chiaro come l’importanza del programma non sia limitata al solo scopo di mantenere sicuri i cieli europei. Sono evidenti, infatti, i benefici socioeconomici generati, nonché l’ingente sostegno al settore aerospaziale europeo con decine di migliaia di posti di lavoro supportati annualmente, a beneficio delle comunità in cui si trovano le linee di produzione Eurofighter. Inoltre, il programma garantisce il sostentamento di infrastrutture industriali di produzione e manutenzione nel suolo europeo, favorisce la sovranità nazionale e comunitaria limitando l’eccessiva dipendenza da tecnologie estere in ambito difesa, e soprattutto garantisce l’abilitazione e lo sviluppo di competenze tecnologiche ed industriali in Europa, fondamentali per il futuro passaggio a sistemi di combattimento di nuova generazione.

La capacità di produrre sistemi all’avanguardia aumenta l’efficienza delle forze armate e rafforza le basi tecnologiche ed economiche dell’Europa. Il ritorno della guerra in Europa ha evidenziato l’incapacità attuale dell’industria della difesa di sostenere un conflitto prolungato e ad alta intensità in maniera univoca ed organizzata.

Una piattaforma per la difesa comune è dunque cruciale per garantire l’autonomia strategica e la sovranità tecnologica dell’Europa. Seguendo l’esempio degli Stati Uniti, l’Europa ha recentemente visto una solida tendenza alla collaborazione multinazionale tra gli stati membri, con l’obiettivo di condividere conoscenze militari e risorse per sviluppare tecnologie all’avanguardia e riaffermare gli interessi nazionali. Queste iniziative, di cui Eurofighter è uno degli esempi più virtuosi, sono critiche per i Paesi partecipanti sia per i benefici economici e sociali attesi, ma anche nel favorire opportunità di sviluppi scientifici “Dual Use” – applicazioni di origine militare che trovano nuova linfa ed utilizzo in ambito civile, e viceversa.

La collaborazione continua tra difesa, industria e mondo accademico europeo consente dunque un vero e proprio vantaggio competitivo attraverso la realizzazione di nuove scienze e tecnologie che spaziano ben oltre il mondo degli armamenti.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia svolge un ruolo chiave nel programma Eurofighter, contribuendo significativamente non solo alla componente manifatturiera e industriale, ma anche al suo sviluppo tecnologico. In quest’ottica, la partecipazione al programma di Long Term Evolution di ulteriore maturazione tecnologica dell’Eurofighter assume un valore strategico non solo per il rilievo dell’iniziativa, ma anche per il ruolo che l’Italia potrà in tal modo giocare in futuro nel settore dei velivoli di nuova generazione.

Il programma infatti costituisce una componente essenziale nella prospettiva di evoluzione del Typhoon, e allo stesso tempo rappresenta un testbed per lo sviluppo delle tecnologie di nuova generazione. Lo sviluppo di queste tecnologie garantisce all’Italia un posizionamento privilegiato nel settore dell’aerospazio e difesa, assicurando un ruolo di riferimento nello sviluppo del programma di nuova generazione GCAP.

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