Space Economy

D-Orbit rileva Planetek: nasce un gruppo da 500 addetti

L’integrazione della logistica verso lo Spazio con la gestione dei dati di osservazione della Terra. Insieme fatturano 45 milioni

di Luca Orlando

3' di lettura

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I satelliti in orbita, produttori di dati. E la fornitura di servizi a valore aggiunto, utilizzando l’asset delle informazioni. L’unione di questi due segmenti della filiera aerospaziale è alla base dell’integrazione tra D-Orbit e Planetek, con la nascita di una nuova realtà da 500 addetti e 45 milioni di ricavi.

Da un lato c’è l’azienda comasca D-Orbit nata nel 2011, leader nella logistica spaziale e nel trasporto orbitale; dall’altro la barese Planetek Group, azienda impegnata nel business dell’osservazione della Terra, dell’analisi geospaziale e del software di missione. Con questa operazione D-Orbit acquisisce il 100% delle azioni di Planetek, rendendo gli azionisti di Planetek parte dell’azionariato di D-Orbit. L’attuale organizzazione aziendale rimarrà invariata per garantire la continuità delle operazioni.

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Già in passato le due aziende hanno collaborato a diverse iniziative, tra cui la più recente è stata la prima missione di AI-eXpress, tecnologia innovativa che sfrutta l’IA e la tecnologia blockchain per migliorare la reattività dei satelliti e consentire la trasmissione di analisi a bassa latenza. L’adozione di IA in orbita consente ai satelliti di prendere decisioni in autonomia, come l’identificazione dei dati utili o la regolazione delle operazioni in tempo reale, evitando di attendere istruzioni dalla Terra. Allo stesso tempo, la blockchain garantisce che le informazioni raccolte siano archiviate e condivise in modo sicuro, rendendo i dati spaziali più affidabili e accessibili.

L’idea, sfruttando l’esperienza di Planetek nel campo dell’osservazione della Terra, è quella di rafforzare la capacità di D-Orbit di sviluppare e implementare soluzioni per l’elaborazione e l’analisi dei dati direttamente nello spazio, anziché affidarsi esclusivamente all’infrastruttura terrestre, ridefinendo il modo in cui i dati satellitari vengono raccolti, gestiti e forniti in tempo quasi reale.

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«Abbiamo lavorato a lungo a questo traguardo - spiega l’ad di D-Orbit Luca Rossettini - e unendo i nostri punti di forza non solo espandiamo la nostra portata tecnologica ma rafforziamo anche il nostro impegno a rendere lo spazio più accessibile e sostenibile per migliorare la vita sulla Terra. I nostri valori condivisi, incentrati sull’idea di mettere le persone al primo posto, sono al centro di questa collaborazione, garantendo che l’innovazione sia guidata da una cultura forte e incentrata sulle persone, che valorizza i talenti e promuove il successo a lungo termine».

«Insieme - aggiunge Giovanni Sylos Labini, Amministratore Delegato di Planetek Italia - le due aziende mirano a ridefinire il modo in cui le informazioni spaziali sono accessibili, analizzate ed utilizzate per risolvere le sfide globali, dal monitoraggio ambientale e la pianificazione urbana, alla sicurezza nazionale e la risposta alle catastrofi».

«Il consolidamento dell’industria spaziale e delle competenze orientate ai servizi - aggiunge la Presidente di D-Orbit Simonetta Di Pippo - è oggi più che mai fondamentale. L’unione tra D-Orbit e Planetek rappresenta un passo decisivo in questa direzione. Insieme, offriremo ai nostri clienti un punto di riferimento unico per i servizi di assistenza, in-orbit servicing e gestione dei big data nello spazio, introducendo al contempo un nuov+o modello di collaborazione. Un’evoluzione che genererà valore per tutti i nostri stakeholder».

Nata nel 2011, D-Orbit ha sviluppato un sistema di trasporto di satelliti nello spazio (già 17 le missioni compiute, con 114 satelliti posizionati), rendendo più mirata e rapida la loro collocazione nelle orbite richieste. Di recente ha chiuso un round di finanziamento da 150 milioni di euro, il maggiore in Italia per il settore ed ha anche ottenuto una maxi-commessa dall’Esa da 120 milioni per realizzare un veicolo in grado di agganciare un satellite in orbita e spostarlo altrove, per prolungarne la vita utile o al contrario effettuare il decommissioning definitivo in modo sicuro.

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