Cybersicurezza, nell’area euro investimenti verso i 75 miliardi
Nuovo approccio difensivo per le aziende. Dalla reazione alla prevenzione: la spesa passa dal 5% di oggi al 50% entro il 2030. Stop alle incursioni con i modelli linguistici di intelligenza artificiale
di Ivan Cimmarusti (Il Sole 24 Ore) e Manuel Ángel Mendez (El Confidencial, Spagna)
4' di lettura
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Nel giro di cinque anni, la cybersecurity sarà più di una barriera digitale: sarà il metro della solidità aziendale. Lo sarà per chi deve difendere processi, reputazione, forza lavoro. E lo sarà per chi vuole sedersi al tavolo degli appalti, firmare contratti con la pubblica amministrazione, restare agganciato alle catene produttive. Perché una società sicura è anche una società appetibile.
Lo sa bene il 90% dei consiglieri d’amministrazione interpellati a livello globale: per loro la sicurezza digitale è diventata una priorità, come rivela un report di strategia industriale non divulgabile per questioni di riservatezza ma che Il Sole 24 Ore ha potuto consultare.
Rischio cyber e vulnerabilità digitale
Il rischio cyber è così uscito dagli uffici It. È approdato nei consigli di amministrazione ed è diventato materia per figure dirigenziali come i Chief information security officer (Ciso). Perché vulnerabilità digitale significa danno reputazionale, perdita finanziaria, esclusione dal mercato. Come in Italia per Pmi, manifattura e studi professionali: bersagli perfetti, vittime eccellenti di phishing mirato, attacchi alle supply chain aziendali, furti di dati. Sono le armi di un conflitto che non fa rumore ma che frena la crescita e il Pil. E può mandare in tilt intere aziende. Come è successo a una società veneta che, a febbraio scorso, ha dovuto mettere in cassa integrazione 350 dipendenti per colpa di un attacco ransomware, un’estorsione digitale fondata sull’esfiltrazione di dati riservati.
Da questo punto di vista la direttiva Ue Nis 2 ha rinnovato e rafforzato l’impianto normativo. Pensata per i grandi comparti critici è ormai punto di riferimento trasversale per tutte le realtà produttive, vittime non solo di semplici cyber-criminali ma anche di una guerra ibrida con attacchi mirati di origine “statuale” che hanno l’obiettivo di indebolire le economie dei Paesi nemici.
Corsa agli investimenti
Stando al report, elaborato da un’importante società internazionale di analisi del mercato, il contesto attuale sta innescando una corsa agli investimenti. Il mercato globale della cybersecurity punta dritto ai 309 miliardi di dollari nel 2029, in salita dai 201 miliardi previsti per il 2025. Una crescita spinta da normative più rigide, digitalizzazione accelerata e nuove minacce. Con un tasso annuo composto (Cagr) del 10,6 per cento.


