Collaborazione Cagliari-Roma

Cure pediatriche: prima terapia intensiva in Sardegna grazie all’intesa con il Bambino Gesù

La Regione firma la convenzione con l’ospedale-Irccs della Santa Sede per colmare entro fine anno il vuoto che costringe le famiglie a viaggi lunghi e spesso rischiosi ma necessari per usufruire dell’assistenza sul resto del territorio nazionale

di Davide Madeddu

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Si va verso l’attivazione della prima Terapia intensiva pediatrica in Sardegna. Il passo è stato compiuto con la firma di una convenzione tra l’Arnas Brotzu e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’intesa, nella Capitale, segna l’avvio di una collaborazione strutturata finalizzata all’apertura dell’unità operativa a Cagliari entro la fine dell’anno.

L’accordo con il Bambino Gesù

Alla firma erano presenti, per il Brotzu, il direttore generale Maurizio Marcias, il direttore sanitario Giorgio Carboni e il direttore dell’Anestesia pediatrica Alberto Lai. Per il Bambino Gesù hanno partecipato il presidente Tiziano Onesti e il direttore sanitario Massimiliano Raponi. L’accordo, sottolineano dalla Regione, si propone di rafforzare insieme all’assistenza clinica, la ricerca scientifica e la formazione specialistica in ambito pediatrico e ad alta complessità. La nuova Terapia intensiva e semi-intensiva pediatrica, la prima nell’Isola, consentirà di gestire in loco i casi più complessi, riducendo significativamente i trasferimenti fuori regione e migliorando la tempestività degli interventi, con benefici rilevanti per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

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La svolta per le famiglie

Per la presidente della Regione con l’interim dell’assessorato alla Sanità Alessandra Todde, «la realizzazione della Terapia intensiva pediatrica rappresenta un risultato strategico per il sistema sanitario regionale. Si tratta di un obiettivo – aggiunge – che abbiamo perseguito con determinazione per garantire ai bambini e alle famiglie sarde cure adeguate senza dover affrontare viaggi complessi e spesso rischiosi verso altre regioni. Questo accordo testimonia la nostra volontà di investire su competenze, qualità e collaborazione con le migliori eccellenze nazionali». Gli obiettivi principali dell’accordo riguardano il «miglioramento della presa in carico dei pazienti pediatrici con patologie rare o complesse, attraverso percorsi condivisi e consulenze specialistiche integrate», e poi lo «sviluppo di programmi congiunti di ricerca clinica e traslazionale, con particolare attenzione alle malattie rare, alla cardiologia e alle discipline ad alta specializzazione». Inoltre la «promozione della formazione del personale sanitario, con scambi professionali, attività di aggiornamento e programmi di alta formazione rivolti a medici, infermieri e tecnici e il potenziamento dell’uso della telemedicina e delle tecnologie digitali, per garantire continuità assistenziale e ridurre la necessità di trasferimenti fuori regione».

Formazione in campo

Da aprile verranno attivati gruppi di lavoro congiunti per definire protocolli operativi, priorità cliniche e progetti di ricerca comuni. «È inoltre prevista la creazione di un calendario di attività formative e di scambio professionale attraverso il quale anestesisti-rianimatori e personale infermieristico del Brotzu - proseguono dalla Regione -saranno coinvolti in percorsi di formazione specialistica nel Bambin Gesù, con periodi di addestramento sul campo per acquisire competenze avanzate nella gestione dei pazienti pediatrici critici». Non è comunque tutto. «Parallelamente, il centro di eccellenza romano garantirà non solo il supporto formativo iniziale, ma anche un affiancamento diretto a Cagliari: - sottolineano dalla Regione - un gruppo di professionisti medici e infermieristici sarà infatti presente nella fase di avvio della nuova unità, assicurando standard elevati di sicurezza e qualità assistenziale».

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