L’idea che ispira il Quaderno 47 della Fondazione Crc, nato dalla collaborazione tra l’Ufficio Studi e Ricerche dell’ente e la società Decisio Srl, è quella di provare a mutuare il principio ispiratore che sta al centro del modello di mobilità sostenibile europeo - “La Città in 15 minuti”, diventato punto di riferimento ad esempio per le politiche dell’amministrazione parigina - e applicarlo ad un ambito provinciale.
Ne è nato un lavoro di approfondimento partito da un ascolto diffuso degli stakeholder territoriali, dallo studio dei nuovi driver della mobilità, che ha portato ad una griglia di suggerimenti e buone pratiche implementabili e coerenti con il fabbisogno di mobilità e i dettami della sostenibilità promossi dall’Europa. Partiamo dal presupposto che i trasporti sono responsabili del 25% delle emissioni di gas serra totali, percentuale che scende in provincia di Cuneo al 17%. E che i fabbisogni di mobilità negli anni sono di fatto diminuiti, come spiega lo studio, visto che gli spostamenti totali giornalieri sono passati da quota 1,2 milioni nel 2004 a 960mila nel 2022, con un influsso negativo della demografia a partire solo dal 2013. In questo stesso periodo, pur essendo diminuiti gli spostamenti medi, il tasso di motorizzazione medio pro capite, ogni mille abitanti, è cresciuto passando da 663 del 2013 a 736 del 2023.
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Il decalogo
Mettendo insieme questi spunti il gruppo di lavoro ha definito un decalogo di buone pratiche e policy pubbliche, a partire da un principio di base che inverte la questione: ridurre e semplificare la domanda di mobilità garantendo il “diritto di non muoversi”, attraverso la diffusione di servizi anche nelle aree a domanda debole e la promozione di accesso al web e digitalizzazione dei servizi.
La “ricetta” proposta dal Quaderno 47 della Fondazione Crc si basa su una serie di policy pubbliche, che vanno dalla creazione di una cabina di regia provinciale per promuovere una maggiore collaborazione tra i diversi enti alla raccolta e alla condivisione di dati su mobilità e domanda e offerta di servizi, di interventi a sfondo culturale per promuovere gli stili sostenibili di mobilità, per arrivare a politiche di sostegno al trasporto pubblico locale e alla micro-mobilità individuale. Tra le dieci indicazioni emerge il potenziamento del trasporto ferroviario come «spina dorsale del sistema di mobilità in provincia»; il sostegno al principio dell’intermodalità fra trasporto pubblico locale e mobilità attiva, creando hub di interscambio nelle stazioni ferroviarie e nelle principali fermate dei servizi su gomma e coordinando orari e servizi; la promozione della pianificazione urbana con l’obiettivo di ridurre il numero di veicoli a motore circolanti e favorire la diffusione dei veicoli elettrico. Sul fronte della mobilità “dolce” il Quaderno 47 inserisce nel Decalogo gli incentivi alla mobilità attiva a piedi e in bicicletta per gli spostamenti brevi, soprattutto all’interno dei comuni e fra comuni limitrofi, grazie al completamento della pianificazione delle piste ciclabili e alla realizzazione di percorsi, ciclabili e camminabili, di qualità, a fianco a aree pedonali e Zone 30 nelle città. Altro punto sensibile della proposta è l’aumento dell’accessibilità verso e dalle aree “a domanda debole”, attraverso la ridefinizione di linee e frequenze del tpl su gomma per servire in maniera più efficiente le aree meno popolate attraverso il modello delle “linee primarie” e il sostegno alla collaborazione tra enti locali, aziende di trasporto per coordinare iniziative e progetti.
Il territorio e i nuovi trend
La provincia Granda è caratterizzata da una densità abitativa tra le più basse d’Italia che fa il paio con una densità amministrativa tra le più alte, con all’attivo 582mila abitanti, 6.900 km quadri di estensione e 247 Comuni. Oltre il 90% delle imprese ha meno di 10 dipendenti, con una forte concentrazione tra Cuneo e Alba.
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La provincia di Cuneo ha registrato una riduzione degli spostamenti pro capite passati da 2,4 nel 2004 a 1,92 nel 2022, con un raggio di spostamento sotto i 5 km per oltre la metà dei tragitti. La mobilità in provincia si basa sull’auto nel 63% dei casi a fronte di un Tpl inchiodato al 2%. La gestione della famiglia governa il 48% degli spostamenti, il lavoro si ferma al 28%.
I nodi
Il 70% degli spostamenti avvengono nei comuni maggiori della provincia di Cuneo e nei dintorni. Se si guarda ai tempi di spostamento, su 21 combinazioni di collegamento tra le 7 sorelle (le città più popolose, con più di 15mila abitanti, Cuneo, Alba, Bra, Mondovì, Fossano, Savigliano e Saluzzo), solo in 4 casi il Tpl conviene rispetto all’auto, con alcune tratte molto critiche ad esempio la Savigliano-Saluzzo, la Bra-Mondovì, la Alba -Mondovì
In questa puntata facciamo chiarezza sulle nuove regole per i familiari a carico e sulle agevolazioni fiscali, vediamo come cambierà in Europa la vita delle auto dalla produzione alla rottamazione e quando...