Cultura, in Italia finanziamenti privati per 1,9 miliardi
Lo studio di Formules presentato in occasione del lancio della terza edizione di Eureka, fiera delle imprese culturali e creative di Pordenone
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Si attestano intorno agli 1,9 miliardi qui da noi i finanziamenti dei privati alla cultura, a fronte di una spesa pubblica che per il settore ruota attorno ai 10,1 miliardi. Il confronto con altri Paesi europei dimostra che esiste un ampio margine di crescita per il sistema italiano. In molte nazioni, infatti, il contributo dei privati è più strutturato e sistematico, anche grazie a politiche di incentivazione. Questo il colpo d’occhio che si coglie dai dati elaborati da Formules, in occasione del lancio della fiera Eureka che si terrà a novembre a Pordenone.
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Gli investimenti privati nella cultura in Italia si confermano un ambito strategico ma ancora poco misurato: uno dei principali problemi riguarda infatti la mancanza di dati omogenei e completi, un quadro che rende difficile stimare con precisione l’entità complessiva degli investimenti. Per quanto riguarda i cittadini, le donazioni individuali oscillano tra gli 88,5 milioni (Italiani Solidali, BVA Doxa, 2024) e i 621,4 milioni di euro annui (X Italy Giving Report, Vita, 2025), a seconda delle fonti e dei metodi di calcolo utilizzati.
Un contributo importante arriva anche dal sistema del 5 per mille da cui per esempio, nell’anno fiscale 2022, sono arrivati 13,3 milioni. Fondamentale è poi il ruolo del Terzo Settore, che conta oltre 148mila enti registrati e più di 4mila fondazioni attive. Tra queste, le fondazioni di origine bancaria e quelle di impresa rappresentano una componente significativa, con risorse pari rispettivamente a 256,5 milioni e 32 milioni di euro. Il confronto con l’estero può variare molto a seconda del modello di sostegno alla cultura che i singoli paesi si sono dati.
Gli Stati Uniti, patria dell’iniziativa privata, contemplano 20 miliardi di sostegno dei privati alla cultura, la Francia è a quota 2,8 miliardi, la Germania si aggira su cifre non troppo diverse da quelle italiane (1,9 miliardi), la Svizzera è a quota 1,7 miliardi, mentre la Gran Bretagna (765 milioni) e l’Olanda (389 milioni) sono molto indietro.
I dati di Formules, società di ricerca e consulenza per le imprese culturali e creative guidata da Guido Guerzoni, docente della Bocconi, sono stati illustrati a Roma in occasione del lancio della terza edizione di Eureka, fiera nazionale delle imprese culturali e creative che si terrà a Pordenone il 5 e 6 novembre prossimi, una manifestazione promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia insieme a Pordenone Fiere che punta a creare un ponte tra cultura e impresa, favorendo nuove opportunità di sviluppo. Le Icc italiane, infatti, rappresentano un settore in forte espansione con 289mila aziende che danno lavoro a circa 1,5 milioni di persone ed esprimono un valore aggiunto di oltre 115 miliardi. Il format della fiera prevede esposizioni, workshop e incontri B2B. A Pordenone sono attese oltre cento imprese culturali e stakeholder istituzionali, con un carnet di presenze che spazia dalla Fao a Il Sole 24 Ore Cultura passando per GetYourGuide.







