Industria creativa

Cultura, con 12,6 mld di fatturato nel 2023 è uno dei motori dell'economia dell'Emilia-Romagna

L’industria creativa regionale nel 2023 ha generato 5,7 miliardi di euro di valore aggiunto, arrivando a pesare per il 3,8% dell'economia emiliano-romagnola

di Giorgia Colucci

ITALY, EMILIA ROMAGNA

BOLOGNA



PIAZZA MAGGIORE, NEPTUNE FOUNTAIN AND PALAZZO DEL PODESTA'



PH.STEFANO CELLAI

5' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Non solo svago, intrattenimento e sapere, la cultura è anche uno dei motori economici dell’Emilia-Romagna. Con 102.000 addetti occupati e 41.000 unità, l’industria creativa regionale nel 2023 ha generato 12,6 miliardi di euro di fatturato e 5,7 miliardi di euro di valore aggiunto. Una quota pari al 3,8% del totale dell’economia emiliano-romagnola. E il futuro promette ancora meglio: le previsioni per il 2025 stimano una crescita costante sia nel valore aggiunto, sia nel numero di occupati.

Questi sono alcuni dei numeri che emergono da un report dell’Osservatorio Cultura e Creatività della Regione e che descrivono un settore dinamico e in salute, nonostante le sfide della pandemia e le alluvioni che hanno colpito il territorio due anni fa.

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Addetti in crescita

Dal 2019 al 2023 il numero di addetti delle Icc (Industrie culturali e creative) è aumentato del 12%, una percentuale che supera la crescita del +7,2% registrata nello stesso periodo dall'intero sistema produttivo regionale. In particolare, l’ambito dei Servizi Creativi - che comprende l'informatica, la progettazione architettonica e la pubblicità – si conferma il comparto più consistente, con 59,8 mila lavoratori, pari al 58,4% del totale, a testimoniare la trasversalità della filiera. A livello territoriale, un terzo degli occupati del comparto si concentra nella provincia di Bologna (con 34,6mila addetti al 33,8%). Seguono Modena con 15 mila addetti (il 14,7% del totale) e Reggio Emilia con 11 mila addetti (il 10,7%). Quest’ultima ha registrato una crescita del 5,4% rispetto al 2022 ed è insieme a Rimini (+8,2%) il territorio con il maggiore incremento su base annua.

Sostegni mirati per il recupero

Il settore culturale, in base a quanto emerge dal report, ha però ha bisogno di sostegni mirati per mantenersi competitivo e resiliente. Confrontando gli ultimi dati con quelli del 2019, vale a dire relativi al periodo pre-pandemia, le Icc devono infatti ancora completare il recupero dell’intero stock del valore aggiunto reale (-1,9%), a fronte del +5,0% registrato dall’intera economia regionale. Guardando più nel dettaglio ai comparti, l’andamento è eterogeneo. I Servizi di architettura e ingegneria, ad esempio, hanno superato il relativo livello di valore aggiunto pre-pandemia di dieci punti percentuale, mentre le Attività creative, artistiche, di intrattenimento e di fruizione del patrimonio culturale si attestano al -3,9% rispetto al 2019, seguiti da Cinema, audiovisivo, tv, radio e musica al -6,8% e da Editoria al - 10,6%.

Spostando poi la lente sui consumi culturali – che restituiscono le dinamiche della domanda da parte della collettività – la dinamica è diversa. Infatti, la maggior parte dei consumi delle famiglie si concentrano nei Servizi creativi, artistici e d’intrattenimento e nei servizi di biblioteche, archivi, musei e altri servizi culturali: parliamo di una spesa pari a 1.589 milioni di euro. Questo comparto è seguito da quello dell’Editoria, con un consumo pari a 878 milioni di euro, e Cinema, audiovisivo, tv, radio e musica, per cui le famiglie spendono 368 milioni di euro.

Strumenti di aggregazione

Al di là dei numeri, dal rapporto emerge anche il ruolo cruciale della cultura e della creatività come fattori di sviluppo sociale e di coesione territoriale e strumenti di inclusione e di partecipazione. Basti pensare al ruolo delle biblioteche, che in molti comuni, soprattutto in quelli più piccoli, «rappresentano un presidio fondamentale per l'accesso all'informazione, la socializzazione e l'aggregazione, soprattutto per i giovani», come spiega nell’introduzione del report di Gessica Allegni, Assessora a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità della Regione. In Emilia-Romagna sono presenti 811 biblioteche e più del 98% degli abitanti della regione risiede in un comune dotato di biblioteca pubblica. Sul territorio ci sono poi 546 musei, che accolgono annualmente circa 6 milioni di visitatori, dando loro l’opportunità di conoscere la storia e il patrimonio artistico della Regione.

L’Emilia-Romagna è molto attiva anche sul fronte dello spettacolo dal vivo. È infatti la prima regione per numero di eventi di questo tipo ogni 10.000 abitanti (con quasi 49 rappresentazioni ogni 10.000 abitanti, contro le 42,5 del 2022) e nel 2023 è arrivata a offrirne 21.649 (+14,9% sul 2022). È poi la terza regione per numero di spettatori (+21% a oltre 5,3 milioni nel 2023) e terza regione per la spesa con 150.702.630 euro totali (+26,2%). Stessa posizione per la Regione nel ranking della spesa-pro capite, con 34 euro - ben al di sopra della media nazionale che si attesta a 25,1 euro. D’altra parte, la filiera dello spettacolo dal vivo è stata sostenuta con diversi finanziamenti pubblici nel 2023. A livello regionale e nazionale, sono stati stanziati 66 milioni di euro.

Un futuro di crescita

Nel 2025 le Icc dovrebbero proseguire sulla strada della crescita, ricalcando la dinamica dell’economia regionale complessiva. Tra lo scorso anno e quello corrente il valore aggiunto reale dovrebbe registrare un +1,9% e +0,6% (contro il +1,0% e +0,9% per l’economia regionale). A livello di comparto, secondo le stime di Prometeia, le dinamiche più brillanti sono quelle previste per le Attività creative, artistiche, di intrattenimento e di fruizione del patrimonio culturale (+1,7% nel 2024 e +2,1% nel 2025 rispettivamente), per la Pubblicità (+1,4% e +2,0), per il Cinema, audiovisivo, tv, radio e musica (+0,9% e +1,7%) e per l’Architettura e ingegneria (+1,7% e +0,8%).

Nel biennio 2024-2025 dovrebbe esserci anche una graduale ripresa dei consumi delle famiglie, con una crescita a valori reali per le Icc del +0,1% per lo scorso anno e del +1,6% per quello corrente (a fronte del +0,6% e +0,9% dei consumi totali dell’economia regionale, rispettivamente). Tale dinamica però non risulta tuttavia sufficiente per recuperare i livelli pre-pandemia dei consumi delle famiglie.

Collaborare per sostenere la creatività

«Come Regione Emilia-Romagna, continueremo a investire con convinzione nel settore culturale e creativo, sostenendo la produzione, la distribuzione e la fruizione di cultura, promuovendo la creatività in tutte le sue forme, valorizzando il nostro patrimonio e supportando gli operatori del settore – ha commentato Gessica Allegni, Assessora a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna nell’introduzione al report - Siamo consapevoli che la sfida è complessa e che richiede un impegno costante e sinergico da parte di tutti gli attori in campo: istituzioni, imprese, associazioni, operatori culturali e creativi, cittadini. Solo attraverso una collaborazione attiva e un dialogo costruttivo potremo costruire un futuro in cui la cultura e la creatività siano sempre più protagoniste dello sviluppo della nostra regione».

«Dobbiamo ambire a creare un modello di sviluppo olistico che metta al centro le persone, la loro dignità, il loro benessere e la loro capacità di esprimersi attraverso la cultura, costruendo un futuro prospero, inclusivo e ricco di bellezza per le nuove generazioni», ha aggiunto Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca.

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