Salone del Mobile

Cucine, tiene il mercato. Settore da oltre 3 miliardi

Forte affluenza di visitatori a Eurocucina. In calo i buyer dal Medio Oriente. Aumentano gli espositori tedeschi: Milano fiera di riferimento

di Giovanna Mancini

Un visitatore osserva un'installazione della mostra Fuori Salone Design Week a Milano, in Italia, il 22 aprile 2026. Il Salone Internazionale del Mobile e il Fuori Salone si terranno dal 21 al 26 aprile 2026.  (ANSA/Daniel Dal Zennaro)

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Sarà la collocazione strategica, all’inizio del percorso fieristico. Sarà che le cucine sono una delle principali attrazioni del Salone del Mobile di Milano – e infatti gli anni pari, in cui si svolge la biennale di Eurocucina, sono quelli che tradizionalmente registrano il maggior numero di visitatori. Fatto sta che in questi giorni i due padiglioni che ospitano i produttori di cucine e di elettrodomestici sono letteralmente presi d’assalto dagli operatori, con code lunghissime per visitare gli stand, in cui a dominare sono soluzioni che integrano design e tecnologie sempre più avanzate.

Un settore da oltre 3 miliardi

Un bel segnale per un settore che, in Italia, vale oltre 3 miliardi di euro (dati di FederlegnoArredo), in crescita dell’1,5% nel 2025 grazie soprattutto alla spinta del mercato interno, ma che ha visto l’export diminuire del 5%. Positivo dunque l’afflusso di tanti buyer esteri, per spingere le esportazioni di questo comparto, che rappresentano un terzo circa del fatturato complessivo. «Abbiamo visto molti visitatori dal Sud America, in particolare dal Brasile, ma anche dal Nord America e dalla Russia, oltre che dall’Italia e dall’Europa. Meno operatori cinesi, invece, rispetto al passato, e anche meno persone dal Golfo, come era logico aspettarsi», osserva Antonio Arangiaro, ceo di Binova (gruppo Dexelance).

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Nonostante l’entusiasmo per la grande affluenza, non mancano infatti i timori per gli effetti della guerra: «Abbiamo visto pochi operatori dal Medio Oriente e dagli Emirati in particolare, un mercato che invece è cresciuto molto lo scorso anno e su cui riponiamo grandi aspettative, soprattutto sul fronte dei progetti contract», dice ad esempio Fabiana Scavolini, ceo del gruppo marchigiano.

L’impatto della guerra

Anche a livello generale, di settore, gli Emirati sono uno dei Paesi che aveva registrato la crescita più significativa nel 2025, con un +39,8% rispetto al 2024. Perciò un rallentamento su questo mercato è sicuramente un danno per le imprese, per non parlare dell’aumento dei costi produttivi. È la preoccupazione anche di Markus Miele, chief executive director e co-proprietario del gruppo tedesco Miele: «Dipende da quanto durerà questa guerra. Il rischio è l’impatto sui costi produttivi causato dai prezzi elevati di energia e di alcune materie prime, ma anche l’impatto sul potere d’acquisto dei consumatori». Miele conferma l’ottima affluenza allo stand di Eurocucina: «Il Salone del Mobile è la fiera di riferimento per il settore delle cucine», dice l’imprenditore.

Eurocucina riferimento per i produttori

In effetti Eurocucina, anche in seguito alla perdita di rilevanza della fiera di Colonia, sta diventando la manifestazione di riferimento anche per molti produttori tedeschi: lo dimostra il grande numero di brand dalla Germania che espongono quest’anno, in aumento rispetto anche solo all’edizione di due anni fa (i dati ufficiali parlano di 49 espositori tedeschi, nel complesso di tutto il Salone, contro i 34 del 2024).

«È un trend che osserviamo da alcuni anni – conferma Edi Snaidero, consigliere incaricato del Gruppo cucine di Assarredo di FederlegnoArredo –. Sicuramente un riconoscimento importante per il Salone del Mobile, ma anche un campanello d’allarme: fino a pochi anni fa Colonia era leader indiscussa per il settore e questo dimostra che le cose possono cambiare rapidamente. Dobbiamo difendere il ruolo di Milano e per farlo serve l’aiuto di tutto il sistema, perché i costi stanno diventando insostenibili, soprattutto per gli alloggi, e questo rischia di dissuadere espositori e visitatori dalla partecipazione».

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