Le reazioni

Cucina italiana patrimonio Unesco, da Meloni a Giuli: «Traguardo storico»

Per il vicepremier Tajani la cucina è un «volano di crescita e prosperità»

di Lorenzo Pace

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«Il nostro ambasciatore più formidabile». La premier Giorgia Meloni ha parlato così della cucina italiana, inserita dal comitato intergovernativo dell’Unesco nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. La prima al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza.

Meloni: «La cucina arricchisce l’offerta culturale italiana»

«Accompagna il turismo - ha aggiunto la presidente del Consiglio - arricchisce l’offerta culturale italiana e annuncia in tutto il mondo il desiderio di essere presente nei tanti luoghi e tra le persone che rendono l’Italia una comunità. E oggi voglio ringraziare tutti gli italiani nel mondo, perché è anche un’opportunità per loro».

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Lo ha fatto tramite un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia di Nuova Delhi, dove è presente il vicepremier Antonio Tajani, che ha ringraziato tutto il personale diplomatico italiano per il «gioco di squadra».

Tajani: «Cucina è volano di crescita»

Il vicepremier lo ha definito un grande successo: «A nome del governo italiano voglio ringraziare tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo. Voglio anche ringraziare come ministro degli Esteri tutte le nostre ambasciate ed i nostri consolati che hanno avuto disposizione di fare il massimo perché tutti quanto potessero conoscere la cucina italiana e si potesse raggiungere questo risultato».

«Siamo fieri della nostra cucina che rappresenta la nostra identità - ha aggiunto - ogni ricetta collega generazioni e rafforza il senso di comunità e famiglia», sottolineando che la cucina italiana è salute, innovazione e «anche uno straordinario volano di crescita e prosperità». Tajani ha ricordato che nel 2024 l’export dell’agro-alimentare italiano è salito a 68 miliardi di euro e nei primi otto mesi di quest’anno si è registrato un ulteriore aumento del 6%.

Santanchè: «Obiettivo storico»

Un «obiettivo storico» secondo la ministra del Turismo Daniela Santanchè: «Si tratta del riconoscimento mondiale di un modello culturale che è parte integrante della nostra identità nazionale e, allo stesso tempo, un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano. Il successo delle nostre eccellenze culinarie risiede in un apparato vincente e inossidabile in cui tutti gli elementi operano in sinergia. Il suo cuore è la convivialità e il valore sociale, che lega famiglie e comunità e che si unisce indissolubilmente alla ricchezza dei nostri territori, promuovendo la tutela dei prodotti locali».

«È proprio questa armonia tra società, territorio e qualità - ha aggiunto Santanchè - a costituire un vero e proprio fattore distintivo di qualità per l’intero sistema Italia e un potente strumento di promozione, tanto che Enit ha lanciato il progetto “Italia Gourmet Bus”, per celebrare la cultura enogastronomica e l’attrattività turistica italiana nelle principali capitali europee, e che si concluderà questa settimana a Roma. La nostra offerta enogastronomica è già un pilastro imprescindibile dell’industria turistica. Il comparto ha generato un fatturato di oltre 40 miliardi di euro nel 2024, segnando una crescita del 12% rispetto all’anno precedente».

Lollobrigida: «La nostra tradizione diventa valore universale»

«L’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale - ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - Il riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione. È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell’Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento».

Giuli: «La cucina italiana rispecchia la civiltà italiana»

«Con l’ingresso della cucina italiana nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità - ha detto invece il ministro della Cultura Alessandro Giuli - l’Italia riconosce e valorizza un bene collettivo che racconta le nostre radici, la nostra identità, le comunità e la biodiversità dei territori. Il riconoscimento da parte dell’Unesco segna un traguardo storico: a essere tutelato non è un singolo piatto, ma l’intero sistema della cucina italiana, inteso come patrimonio vivente fatto di pratiche, ritualità, rispetto della stagionalità e trasmissione di saperi intergenerazionale”.

La cucina, quindi, «conferma il suo valore identitario, culturale e sociale - ha aggiunto Giuli - nonché il suo ruolo nella costruzione di una memoria collettiva condivisa. Soltanto il fatto che il nostro stare a tavola, il nostro modo, peculiarmente italiano, di stare insieme, sia erede di tante ritualità, che il nostro ’pranzo della domenica’ i nostri momenti conviviali in occasione delle feste, siano elementi di una tradizione antichissima e in evoluzione continua, dice tutto. I nostri piatti sono espressione dei nostri territori, delle nostre radici familiari, che attraversano le generazioni. La cucina italiana rispecchia la civiltà italiana».

Consorzio Mozzarella di Bufala Dop: «Sensibilizzare i giovani»

Orgogliosi anche i Consorzi. Come quello di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che reputa «giusto» il riconoscimento alla cucina italiana, con il «suo sistema fondato su identità e tradizione». Secondo il presidente Domenico Raimondo, «è un modello vincente» ma «c’è bisogno di una vasta campagna di sensibilizzazione e di educazione soprattutto delle giovani generazioni, visto che il gruppo tra i 25 e i 44 anni è quello che cucina sempre meno, ricorre più frequentemente al delivery e ordina il 24% dei piatti pronti, in base al rapporto sulla Cucina italiana».

Consorzio Grana Padano: «Inizia una nuova fase»

Il presidente del Consorzio Grana Padano, Renato Zaghini, ha ribadito il proprio impegno nel custodire e valorizzare questo patrimonio immateriale, contribuendo a mantenerlo vivo e significativo anche per le generazioni future. Il riconoscimento «segna l’inizio di una fase nuova: una responsabilità condivisa nel preservare ciò che rende la cucina italiana un modello unico di cultura alimentare, umanità e memoria collettiva».

Coldiretti e Campagna Amica: «Cucina italiana vale 251 miliardi»

«I cuochi contadini insieme agli agricoltori di tutta Italia festeggiano l’iscrizione della cucina italiana tra i patrimoni immateriali dell’Unesco - hanno commentato Coldiretti e Campagna Amica - un riconoscimento che affonda le sue radici nella tradizione culinaria delle campagne e nella ricchezza dei mille piatti regionali. La cucina italiana vale oggi nel mondo ben 251 miliardi di euro».

La stima di Confesercenti: «Riconoscimento porta più turisti in Italia»

Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco «apre una nuova fase per il turismo nel nostro Paese» secondo le stime di Cst per Confesercenti. «L’effetto sull’attrattività turistica potrebbe tradursi in un incremento delle presenze straniere compreso tra il 6% e l’8% nei primi due anni, per un totale di circa 18 milioni di presenze turistiche aggiuntive. Nel 2024 i visitatori stranieri hanno speso 12,08 miliardi di euro in ristoranti, bar e pubblici esercizi, il 7,5% in più rispetto al 2023. Le anticipazioni per il 2025 indicano un ulteriore aumento, con un totale atteso di circa 12,68 miliardi di euro, pari a una crescita del 5%. A questi si aggiungono i viaggi turistici motivati dall’enogastronomia, che generano già oggi 9 miliardi di euro di spesa diretta: un dato che conferma il ruolo della cucina italiana come uno dei principali fattori di scelta della destinazione. Il riconoscimento Unesco, secondo lo studio, tenderà ad amplificare queste dinamiche».

Confagricoltura: «Garantiamo la produzione primaria»

“Il riconoscimento Unesco alla cucina italiana va anche a noi agricoltori, che garantiamo la produzione primaria», ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel suo intervento.

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