Economia del mare

Crociere, Palermo consolida il suo ruolo: inaugurato il terminal Sammuzzo

La nuova struttura è gestita da West Sicily Gate, società nata dalla sinergia tra Costa Crociere e MSC Cruises. Nel 2025 lo scalo ha sfiorato il milione di crocieristi e punta ad arrivare a circa 1,2 milioni di passeggeri

di Nino Amadore

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Palermo prova a consolidare il proprio ruolo nella partita delle crociere. Il porto del capoluogo siciliano si propone sempre più come una porta stabile del turismo mediterraneo, con infrastrutture dedicate, servizi più ordinati e una programmazione che guarda ormai oltre la stagionalità. È dentro questa traiettoria che si inserisce l’inaugurazione del nuovo terminal crociere Sammuzzo, realizzato nel porto di Palermo e gestito da West Sicily Gate, la società nata dalla sinergia tra Costa Crociere e MSC Cruises e concessionaria dei terminal crociere nei porti di Palermo, Trapani, Porto Empedocle e Termini Imerese.

Il nuovo terminal gestito da West Sicily Gate

Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti la presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, il sindaco Roberto Lagalla, la presidente di West Sicily Gate, Anna Masutti, e Antonino Corrao, direttore generale della società. L’apertura del terminal arriva in una fase di crescita del mercato crocieristico nazionale. Secondo Cemar Agency Network, nel 2026 i porti italiani accoglieranno 15,1 milioni di crocieristi, il 2% in più rispetto al 2025. Risposte Turismo stima invece 15,4 milioni di passeggeri movimentati e 5.680 accosti, con oltre un miliardo di euro di investimenti nei porti crocieristici italiani nel triennio 2026-2028.

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A Palermo il salto è già visibile nei numeri. Nel 2025 il porto ha sfiorato il milione di crocieristi, con 996.484 passeggeri e 284 toccate. La programmazione indicata dall’Autorità portuale guarda ora a un ulteriore incremento: per il prossimo anno si parla di circa 1,2 milioni di passeggeri. Il nuovo terminal Sammuzzo si inserisce esattamente in questo percorso di crescita, rafforzando la capacità operativa dello scalo e consentendo a Palermo di presentarsi alle compagnie con un’infrastruttura più adeguata ai nuovi volumi.

Tardino: «Palermo sempre più protagonista nel Mediterraneo»

Per Palermo, però, la partita non è soltanto quantitativa. Il nuovo terminal serve a rafforzare la capacità di accoglienza dello scalo e, soprattutto, a rendere più efficiente il rapporto tra porto e città. «Un altro passo importante che affonda le radici nel passato, con una concessione data a West Sicily Gate, che ringraziamo per il lavoro che sta facendo», ha detto Annalisa Tardino. La presidente dell’Autorità portuale ha legato l’inaugurazione a una strategia più ampia: «Ci inseriamo in un processo di programmazione che vede Palermo sempre più protagonista nel Mediterraneo. Speriamo di poter chiudere presto l’interlocuzione già avviata con Royal Caribbean, che è molto interessata alla prospettiva di questa nuova apertura. Abbiamo già una programmazione di circa un milione e 200 mila passeggeri per l’anno che verrà».

Sei linee di controllo e capacità fino a 8 mila passeggeri

Il terminal Sammuzzo dispone di 1.300 metri quadrati al coperto e di sei linee di controllo per le verifiche di sicurezza. La struttura è pensata per gestire fino a 8 mila passeggeri. La banchina Sammuzzo è una delle più rilevanti dello scalo palermitano: i dati dell’Autorità portuale indicano 378 metri di lunghezza, 9 metri di profondità e 7.750 metri quadrati di superficie. L’investimento per la realizzazione del terminal, sostenuto da West Sicily Gate con il supporto dell’Autorità di sistema portuale, è stato di circa 1,4 milioni di euro. «Nel 2026 prevediamo un transito di circa 160 mila passeggeri. Per il prossimo anno prevediamo un volume di 200 mila passeggeri», ha spiegato Corrao. Il terminal sarà al servizio dei soci di West Sicily Gate, quindi Costa Crociere e MSC, ma anche delle altre compagnie interessate. L’operatività è prevista già da giovedì 7 maggio.

La sfida: trasformare i flussi in economia per la città

Il punto, adesso, è trasformare la crescita dei flussi in ricaduta economica per Palermo. Ogni nave che attracca può generare lavoro per guide turistiche, trasporti, ristorazione, commercio, musei, mercati storici e servizi. Ma perché questo accada il porto non può restare una soglia separata dalla città: deve diventare una porta d’ingresso organizzata verso il centro storico, gli itinerari culturali e l’offerta urbana.

È il tema richiamato anche dal sindaco Roberto Lagalla. «Palermo sta migliorando tutti i dati che riguardano il turismo», ha sottolineato. «Contribuire ancora di più alla qualità dell’ambiente portuale nell’interfaccia con la città è la sfida che in questi anni abbiamo raccolto. Dopo tanti anni in cui molte cose erano ferme, abbiamo cercato di rimetterle in cammino, non con l’ambizione di poterle esaudire tutte in cinque anni, ma con l’obiettivo, che in questo momento possiamo dire raggiunto, di riuscire gradualmente a qualificare sempre di più l’immagine della città sul versante nazionale e internazionale». Poi il dato che fotografa il cambio di passo: «Non è un caso che il 69% del turismo che riguarda la città è internazionale».

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