Cristina Ratti inventa borse originali e uniche, anche con materiali di recupero
L’ispirazione arriva dagli oggetti della vita quotidiana come le vecchie custodie delle macchine fotografiche o borse degli anni Quaranta
di Paola Dezza
2' di lettura
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È nato per gioco e diventato un lavoro a tempo pieno in pochi anni. La borsa pilota del brand che poi diventerà Cricki O, piccolo marchio milanese che ha deciso di puntare tutto sui dettagli e sull’originalità, nasce proprio dal recupero delle pagliette per lavare i piatti, rivestite con stoffe vintage. Poi è stata la volta della shopping, con il porta scarpe interno. I manici in questo caso vengono dipinti in famiglia, intercambiabili, di colori e di altezze diverse.
Da allora il brand cresce spinto dalla creatività di Cristina Ratti, appassionata di Moda, arte e design, che ricerca e studia tessuti e pellami forte di una tradizione di famiglia ancorata al Made in Italy, in particolare il padre industriale tessile.
L’amore per i tessuti inizia da piccola, quando il padre la teneva ore a telaio insegnandole a combinare insieme i colori.
«Mi piacciono i prodotti ricercati e innovativi - racconta Cristina al Sole24Ore -. La borsa iconica Olive mi è stata ispirata dalla vecchia custodia della macchina fotografica di mio padre, dal bollo è nata l’ispirazione». La borsa Gina - fatta con il punto croce - nasce, invece, nell’ultimo lockdown. Il secchiello in paglia prende forma 4 anni fa da un secchiello in tela della seconda guerra mondiale che serviva per abbeverare i muli. «In laboratorio avevo trovato la raffia e dei rotoli di pelle intrecciata per fare cinture da cui ho ricavato il manico» dice.
«Da aziende che stanno per chiudere o da artigiani che dismettono la propria attività acquisto materiale e accessori, fibie in particolare» racconta ancora Cristina.




