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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Crescono gli investimenti nel comparto immobiliare non residenziale, con un’attenzione sempre più significativa ad asset alternativi, dai datacenter agli impianti sportivi. Nei primi 9 mesi del 2025 gli investimenti nel commercial real estate italiano hanno totalizzato circa 7,9 miliardi di euro, segnando un volume in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+22% anno sui anno). Lo rileva Kroll Advisory Spa.
A partire dalla seconda metà del 2024, si è registrato un miglioramento del clima di fiducia degli investitori, favorito dalla normalizzazione della politica monetaria della Bce. Nella prima metà del 2026 si attende un proseguimento dell’attività di investimento, con un focus maggiore sui segmenti più influenzati dai macro-trend che dominano il mercato. Tra le asset class maggiormente dinamiche emergono i data center, che richiedono in parallelo importanti investimenti in infrastrutture energetiche, il proseguimento della fase espansiva settore dell’hospitality, che punta sempre più verso una diversificazione del prodotto per ampliare l’offerta, l’affermarsi di soluzioni alternative nella sfera del living con duplice target, giovani, studenti e giovani professionisti, e senior.
In termini di volumi di investimento, il settore retail si distingue con circa 2,2 miliardi di euro, pari al 28% del totale degli investimenti da inizio anno, segnando +38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al secondo posto si colloca il settore dell’hospitality & healthcare, che ha registrato circa 2 miliardi (25% sul totale) segnando +54% sul precedente anno. Al terzo posto troviamo a pari merito con il 15% del totale transato, il comparto degli Uffici e della Logistica con circa 1,2 miliardi. Infine, il living ha registrato circa 750 milioni di euro di investimenti (+9% anno su anno).
«Il 2025 si chiuderà con un risultato che confermerà la significativa ripresa dell’attività immobiliare in Italia; molto probabilmente il volume complessivo supererà i 10 miliardi di euro, per la prima volta dopo la performance registrata nel 2022, grazie al closing di numerose operazioni, previste nell’ultimo trimestre dell’anno, soprattutto nei settori logistica, retail, uffici e living - ha detto Paola Ricciardi, Country Manager di Kroll Advisory -. La fiducia degli operatori è sostenuta da indicatori economici positivi e da un rinnovato interesse degli investitori verso asset sia di qualità che da riposizionare. La stabilizzazione dell’inflazione ha spinto il Consiglio direttivo della Bce a proseguire con la politica di riduzione dei tassi di interesse, intervenendo nelle riunioni di febbraio, marzo, aprile e giugno, per poi mantenerli stabili. Questo trend ha contribuito a contenere il costo del debito, rendendo il mercato più competitivo e attrattivo».
In questa categoria rientrano generalmente i prodotti immobiliari legati a settori di nicchia come infrastrutture di telecomunicazione ed energy, datacenter, parcheggi e strutture sportive. Queste asset class presentano un rischio di vacancy attuale e prospettico molto limitato a causa della scarsità di immobili idonei a specifiche funzioni rispetto alla domanda degli utilizzatori. In particolare:
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