Il report

Cresce il trasporto marittimo nella Ue, Italia in cima alla classifica europea

Crescita significative rispetto al 2022, ma i dati sono ancora sotto del 5,5% rispetto a quelli del 2019

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore, Italia) e Kostas Zafeiropoulos (Efsyn, Grecia)

Ancona, Italy

3' di lettura

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La ripresa c’è, anche se il dato del periodo pre Covid non è ancora stato raggiunto. Il numero dei passeggeri nei porti europei, comunque, cresce. In testa alla classifica, in questo panorama che ha registrato 395,3 milioni di passeggeri nel 2023 e un aumento del 5,8% rispetto al 2022 ci sono Grecia e Italia.

A fornire questi dati, che tracciano il quadro completo dell’intero territorio dell’Unione europea, sono le statistiche di Eurostat, che indicano una crescita del settore rispetto all’anno precedente.

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Lo scenario

Nel 2023 11 paesi, ciascuno con oltre 10 milioni di passeggeri, rappresentavano il 97 % di tutto il trasporto marittimo di passeggeri nell’Unione europea. Sono i porti italiani che registrano il maggior numero di passeggeri: 85,4 milioni, pari al 22% del totale. A stretto giro ci sono i porti della Grecia con 75 milioni di passeggeri pari al 19% del totale. Poi, con una cifra che vale meno della metà dell’Italia, c’è la Danimarca con 41,2 milioni (il 10% del totale(.

I numeri

Proprio negli scali portuali italiani si registrano i numeri più alti in fatto di passeggeri transitati. In cima alla classifica dei porti dell’Unione europea c’è quello di Messina in Sicilia, con con 11,3 milioni di passeggeri. Anche il secondo porto è appannaggio dell’Italia. Si tratta di quello di Reggio Calabria che ha registrato 11,1 milioni di passeggeri. Il terzo porto è in Grecia, quello del Pireo con 9,6 milioni.

La crescita rispetto al passato

Confrontando il 2023 con il 2022, il numero di passeggeri trasportati per via marittima è aumentato in 16 dei 21 Paesi. La maggiore ripresa si registra comunque in Italia con un +6,5 milioni di passeggeri, seguita dalla Grecia con +4,8 milioni e dalla Francia con +3,2 milioni. Se però l’analisi si estende agli ultimi cinque anni allora lo scenario muta: rispetto ai dati registrati nel periodo pre Covid del 2019, si è sotto del 5,5%.

Parla l’esperto

«Questi dati non sorprendono ma confermano un fatto, ossia la peculiarità del territorio nazionale - dice Massimo Deiana, docente universitario di diritto della navigazione e presidente dell’Autorità di sistema dei porti e del mare di Sardegna -, non dobbiamo dimenticare che abbiamo in tutto il territorio 8 mila chilometri di coste con numero porti e quindi con un numero significativo di passeggeri».

«L’Italia ha due isole maggiori, Sicilia con 5 milioni di abitanti e la Sardegna che ha circa 1,5 milioni di abitanti e 6 milioni di passeggeri l’anno - aggiunge - e inoltre un numero elevato di isole minori dove si registrano numeri importanti e significativi». Per l’esperto c’è anche un altro aspetto a fare la differenza. «In molti casi in Italia il trasporto marittimo è proprio cercato e funziona tutto l’anno a differenza di quanto avviene in altri paesi dove il traffico elevato è solamente durante il periodo delle vacanze o comunque estivo».

Dallo studio sono esclusi i Paesi europei che non hanno servizi di trasporto marittimo. Si tratta di Lussemburgo, Ungheria, Austria e Slovacchia. In Romania, invece, non c’è trasporto di passeggeri.

La spinta greca

A novembre, il Ministro greco degli Affari Marittimi e della Politica Insulare, Christos Stylianides, ha presentato un piano del governo per il potenziamento del trasporto marittimo nel Paese. L’ambizioso progetto prevede la modernizzazione delle infrastrutture portuali, il rinnovo della flotta di traghetti e il rafforzamento del cluster marittimo, in seguito all’approvazione da parte della Commissione Europea della partecipazione di fondi di investimento a tali iniziative. Si stima che i finanziamenti per il progetto possano raggiungere i 3 miliardi di euro nei prossimi anni.

Stylianides ha dichiarato che circa 500 milioni di euro saranno destinati nei prossimi anni alle infrastrutture portuali, altri 500 milioni saranno impiegati per la “transizione verde” dei traghetti, e fondi significativi saranno assegnati alle aziende di attrezzature marittime per lo sviluppo di nuove tecnologie per le navi. Inoltre, i settori greci della cantieristica e della riparazione navale parteciperanno alla costruzione e alla conversione di nuove imbarcazioni, generando nuovi posti di lavoro per i lavoratori di questi comparti.

*Questo articolo rientra nel progetto Pulse ed è stato realizzato con il contributo di Kostas Zafeiropoulos (Efsyn, Grecia)

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