Il caso

Cresce il ricorso alle aste per vendere l’usato

Second Life

di Alessandro Palumbo

(Adobe Stock)

3' di lettura

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La vendita di usato per il noleggiatore a lungo termine produce circa un terzo del suo giro d’affari. Poi, quando le quotazioni delle vetture usate raggiungono valori unitari elevati, come nel 2023, accade che l’attività di rivendita di usato generi per l’intero settore circa 2,9 milioni di euro (fonte Aniasa), portando nelle casse dei noleggiatori quasi 600 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, pari a una crescita in valore del 25%. Ma un conto è fatturare, un altro è fare utile. Il margine sulla vendita dell’usato dipende dal delta tra il prezzo di vendita, al netto delle spese di ripristino e altri costi vari, e il valore residuo che il noleggiatore aveva attribuito all’auto nel momento in cui veniva locata. Le analisi, quindi, assumono per l’usato una valenza vitale.

Valori residui in calo

Secondo i numeri di Autovista Group ad aprile 2024 una vettura usata di 36 mesi con circa 60mila chilomteri di percorrenza è stata acquistata dai professionisti del settore mediamente al 53% del prezzo di listino, in contrazione del 5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si prevede un calo del 3,7% dei valori residui nel 2024. Oltre al calo dei valori, è aumentato il numero di giorni necessari per vendere un’auto usata. Ad aprile, i veicoli sono rimasti in stock in media per quasi 58 giorni prima che la vendita fosse finalizzata, contro i 51 giorni del 2023.

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Strumenti più efficaci

I noleggiatori per vendere l’usato utilizzano diversi canali. Il canale numericamente più importante è il B2B, cioè la vendita agli intermediari, i commercianti. Questo canale viene gestito in larga parte attraverso dei portali d’asta che stanno diventando sempre più sofisticati, con l’obiettivo di semplificare i meccanismi di scelta e successivamente di agire sui tempi di consegna delle auto acquistate. Per esempio, in Arval, dove il 70% delle vendite è generato dal canale B2B che conta circa 1.800 clienti, hanno messo a disposizione dei clienti, secondo quanto afferma Emmanuel Lufray, Remarketing Director, uno strumento che visualizza il prezzo di mercato su scala nazionale e provinciale delle auto a disposizione e che inseriscono nelle loro aste.

Inoltre, nella piattaforma proprietaria dell’azienda danno ai clienti la possibilità di selezionare in anticipo le auto di interesse e quindi essere informati sulle aste dove queste saranno presenti. Inoltre, durante un’asta il cliente potrà scegliere un tipo di modello o di marca di interesse senza perdere tempo a ripercorrere tutta la lista. Il lavoro è anche sulla logistica dove l’obiettivo è di puntare a ridurre il tempo medio di consegna delle auto che oggi è di 12 giorni.

Usato in ri-noleggio

La vettura che rientra dal noleggio produce fatturato anche rimettendola in circolo attraverso il rinoleggio che sta diventando un servizio sempre più strategico.

«Il Second Life, è oramai un prodotto consolidato» dichiara racconta Antonio Stanisci, Commercial and Marketing Director di Ald Automotive. Nel 2023 sono stati venduti 7mila contratti e 8mila nel 2022. La base clienti è, oramai, consistente. La flotta relativa è di 20mila vetture e nei primi quattro mesi del 2024 Aìld ha stipulato 2mila contratti. Più del 70% dei contratti del Second Life è generato su nuovi clienti, quindi, rappresenta uno strumento di conquista interessante. Il canone è mediamente più basso di circa il 20/25% rispetto al noleggio su auto nuove. Nei primi anni di lancio il 75% dei clienti erano privati, mentre negli ultimi due anni si sono avvicinate molte aziende di piccole dimensioni.

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