Cresce la passione della moda per lo sci: da Balenciaga a H&M, le novità da indossare sulla neve
Emilio Pucci fu il primo a firmare tute da sci, la collezione Neve di Armani risale agli anni Novanta, Moncler è passato dalle vette allo streetwear. L’aumento della spesa in esperienze sta portando verso la montagna sempre più marchi
di Chiara Beghelli
3' di lettura
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Era il 1995 e sulle piste si indossavano ancora tute, piumini e pantaloni acquistati nel negozio di abbigliamento sportivo. Fin quando, confermando la sua fama di pioniere (per esempio, è stato fra i primi a lanciare una collezione casa), Giorgio Armani presentò la sua prima collezione di abbigliamento da neve. Chiamata, semplicemente, Neve. Lo scorso dicembre sempre Armani è salito di persona sulle vette di St Moritz per la sfilata della sua rinnovata collezione per la montagna invernale, organizzata di fronte allo storico Olympia Stadium, sede delle Olimpiadi invernali nel 1928 e del 1948. Quasi trent’anni sono passati da quel 1995, periodo in cui i marchi di moda si sono inseguiti in questa corsa alle vette, spinti non tanto da un afflato romantico, quanto dal ritenere remunerativa la strategia di portare il proprio logo negli ambiti del cosiddetto “lusso esperienziale”. Quello che secondo l’ultimo report Bain-Altagamma ha trainato nel 2023 il mercato globale dell’alto di gamma, dal valore di circa 1.500 miliardi di euro.
Negli stessi giorni del dicembre 2022, e sempre a St Moritz, Pucci (marchio del gruppo Lvmh) portava la sua capsule realizzata in collaborazione con lo storico marchio sportivo Fusalp, con creazioni coloratissime, come nello stile della maison, che riprendevano l’iconico motivo Marmo. E ricordavano la passione del marchese Emilio, fondatore del marchio, per lo sci: non solo lo stilista ne fu un maestro, ma fece anche parte della nazionale italiana di sci alle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936. Una passione che avrebbe poi portato Diana Vreeland, storica direttrice di Vogue, a chiedergli di firmare una collezione di tute da sci da donna per Lord & Taylor, la più antica catena statunitense di department store.
Il legame fra moda e sport di montagna non ha dunque origini così recenti, come dimostra efficacemente il caso Moncler: nato nel 1952 in Francia come marchio di abbigliamento per affrontare le vette (il suo stesso nome è l’abbreviazione di Monestier-de-Clermont, villaggio di montagna vicino a Grenoble), negli anni 80 i celebri piumini sono diventati simbolo dello streetwear urbano dell’epoca indossati dai “paninari” che non ne potevano fare a meno, per poi evolversi ulteriormente dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di Remo Ruffini nel 2003. Nel nuovo corso si è voluto saggiamente sviluppare le due anime del marchio, dunque quella più tradizionale con le collezioni Grenoble, e quella più fashion con numerosi progetti come l’innovativo Genius.
Ma, appunto, è stato soprattutto il desiderio di estendersi in senso “lifestyle” a far debuttare nello skiwear numerosi marchi del settore, soprattutto negli ultimi anni. Motivo che ha portato la e-boutique Net-à-porter a lanciare nel 2014 la sezione “skiwear”.
Il caso più recente è quello di Balenciaga, marchio del gruppo Kering, che il 26 ottobre ha presentato la sua prima collezione per la neve, composta da tute, giacche, pantaloni, scarpe ma anche una tavola da snowboard e sci. Nelle scorse settimane, poi, si è estesa agli sport invernali anche la lunga collaborazione fra Stella McCartney e Adidas, con capi sostenibili, in linea con la visione della designer britannica. Fra gli ingressi più recenti nel catalogo della moda da neve c’è anche Eleventy, Brunello Cucinelli con capi adatti alle piste come all’aprés-ski davanti al caminetto; Louis Vuitton a partire dal 2021, stesso anno in cui Prada ha firmato una capsule per AspenX. Era invece il 2020 quando Dior ha lanciato la capsule DiorAlps, mentre ancor prima, nel 2016, c’è stato il debutto di Fendi.
Certamente non si tratta di capi dai prezzi “democratici”. E i costi per trascorrere qualche giorno sulle piste sono in costante aumento: secondo Assoutenti la spesa per skipass, alloggi, ristoranti e servizi in loco, esclusi i trasporti, per una settimana in Italia nella stagione invernale 2023/24 sarà compresa in media tra i 1.500 e i 1.750 euro procapite, con un incremento medio dell’8% sul 2022.












