Economia

Cresce la manifattura lombarda: positivi i dati sulla produzione

Nel secondo trimestre 2025, secondo i dati di Unioncamere Lombardia, andamento in crescita anche per fatturato e occupazione

di Flavia Carletti

GUIDO GUIDESI POLITICO

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nel secondo trimestre 2025 la produzione industriale lombarda ha registrato una crescita dello 0,4%, nonostante un contesto economico globale ancora incerto e segnato da tensioni geopolitiche. Segno più anche per l’artigianato, che ha mostrato un aumento dello 0,2 per cento. L’espansione è stata sostenuta soprattutto la ripresa della domanda interna (+0,5%), affiancata dalla domanda estera, aumentata rispetto al già positivo andamento del trimestre precedente. Inoltre, la rinnovata facilità di accesso al credito, in particolare per le imprese più strutturate, ha contribuito a incentivare gli investimenti e a rafforzare il mercato. È quanto emerge dagli ultimi dati congiunturali dell’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia relativi al settore manifatturiero, secondo i quali, l’incremento della produzione è stato accompagnato anche un aumento di fatturato pari al +0,5 per cento. Le imprese hanno indicato come principali driver di crescita per i prossimi mesi la riduzione dei costi delle materie prime e la progressiva ripresa dei consumi domestici.

Guidesi: «Importante consolidare la ripresa»

Rispetto all’anno precedente la crescita è stata dello 0,6% mentre il fatturato è aumentato dell’1,4 per cento. Sul fronte dell’occupazione, si è registrato un saldo positivo tra ingressi e uscite pari a +0,3 per cento. Si è ridotto ancora il ricorso alla cassa integrazione, in particolare nei settori che nei trimestri scorsi avevano mostrato maggiori difficoltà. «Bene i dati della manifattura lombarda. Rappresentano un segnale positivo, anzi molto positivo. Adesso è importante consolidare la ripresa sperando che la situazione geopolitica internazionale migliori, ripristinando così un clima di fiducia nel futuro», ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

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L’andamento dei settori

Guardando ai settori, tra i più dinamici spiccano i minerali non metalliferi (vetro, prodotti refrattari, ceramica, cemento, calce, gesso) con una crescita annua della produzione del 7% ancora trainati dalle buone performance del settore edile, seguiti da abbigliamento e pelli-calzature, in ripresa dopo una fase prolungata di contrazione. All’opposto, il settore più in difficoltà rimane quello del tessile con cali su tutti gli indicatori. Anche gomma-plastica, carta-stampa e mezzi di trasporto evidenziano performance negative, quest’ultimi soprattutto in relazione agli ordini esteri. A livello dimensionale, le imprese più grandi mostrano i risultati migliori (+1,6% produzione), trainate dalla domanda interna. Le medie imprese crescono dello 0,7%, mentre le microimprese restano sostanzialmente stabili.

Segnali positivi sono arrivati anche dal comparto artigiano: +0,2% la produzione e fatturato stabile con il dato tendenziale che evidenzia una variazione annua della produzione positiva per lo 0,3 per cento. Gli ordini esteri sono cresciuti del 3,8%, segnale incoraggiante per un comparto che, pur guardando con attenzione ai mercati internazionali, non riesce ancora a sfruttarli appieno, con una quota del fatturato estero sul totale ferma al 6,8%. In crescita il settore siderurgico e alimentare, mentre gomma-plastica, carta-stampa e tessile restano in affanno.

Unioncamere Lombardia: «Tessuto imprenditoriale solido»

«La manifattura lombarda oggi è chiamata a rispondere alle tante criticità del momento: un quadro geopolitico instabile, il rallentamento di partner strategici chiave, l’entrata in vigore di dazi sono tutti elementi che pesano enormemente sulla produzione. Nonostante ciò, i dati ci dimostrano che il tessuto imprenditoriale è solido e bastano piccoli miglioramenti per dare nuovo impulso alla crescita. Tanto è già stato fatto su questo fronte grazie a Regione Lombardia ma occorrono ulteriori sforzi per migliorare l’accesso a nuovi mercati esteri, formare personale specializzato e ottimizzare le catene di fornitura», ha specificato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia.

Confindustria Lombardia: «Risolvere il nodo del caro-energia»

«In una fase di grande instabilità le imprese lombarde, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale ed europeo, mostrano di sapere cogliere i mutamenti adattandosi ai nuovi scenari. In attesa di conoscere gli effetti delle politiche tariffarie statunitensi sulle filiere lombarde, a preoccupare gli imprenditori sono l’irrisolto nodo del caro energia e della sicurezza energetica, oltre alla prolungata crisi della Germania (-0,3% Pil rispetto al trimestre precedente)», ha spiegato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia. «Con una domanda globale di energia aumentata del 2% nel 2024, risolvere il nodo della sicurezza energetica italiana ed europea è essenziale per ridurre il differenziale con i competitor e garantire competitività. L’auspicio di Confindustria Lombardia è che, anche a seguito del nuovo equilibrio commerciale sulle tariffe, le imprese ritrovino stabilità e certezze. Adesso è cruciale che le istituzioni europee tornino a supportare l’industria, eliminando i dazi interni: se guardiamo al settore simbolo della crisi industriale europea, l’automotive, la gestione fallimentare da parte della Commissione europea dal 2019 ha comportato per il comparto italiano una diminuzione dei volumi pari al 15,8%. Come dimostrano Usa e Cina, solo con un sistema produttivo forte, innovativo e tutelato, che si muove in sinergia con il livello normativo e istituzionale, l’Europa potrà ritrovare centralità economica e politica», ha aggiunto Pasini.

Serve attenzione alle microimprese

«L’artigianato lombardo vive questa incerta stagione geopolitica, segnata anche da un prepotente ritorno alle politiche daziarie, con un fisiologico calo della fiducia e con preoccupazione. Salutiamo con favore la tenuta degli ordinativi per l’artigianato più strutturato: un chiaro segnale dell’eccellenza del "made in Lombardy". Tuttavia, guardiamo con preoccupazione alla fragilità del mercato interno e ai costi delle materie prime, che colpiscono soprattutto le microimprese. Le sfide presenti e future hanno bisogno di una forte e coesa azione di lobby da parte di tutte le istituzioni e le rappresentanze lombarde in Europa», ha affermato Giovanni Bozzini, presidente di Cna Lombardia intervenuto a nome delle organizzazioni di rappresentanza dell’artigianato.

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