Svizzera

Crans-Montana, c’è un quarto indagato: è il capo della sicurezza del Comune

È quanto risulta all’emittente svizzera Rts, secondo cui l’interrogatorio sarebbe legato ai mancati controlli da parte del Comune al bar Le Constellation dal 2019.

Aggiornato il 29 gennaio 2026 ore 12:07

L'ingresso del  «Le Constellation» dopo l'incendio che ha devastato il bar e la lounge a Crans-Montana

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C’è una quarta persona indagata per l’incendio della notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana e si tratta del responsabile del servizio di pubblica sicurezza del Comune, che sarà sentito dalla procura il 6 febbraio.

È quanto risulta all’emittente svizzera Rts (Radio Télévision Suisse), secondo cui l’interrogatorio sarebbe legato ai mancati controlli da parte del Comune al bar Le Constellation dal 2019. mentre andrebbero effettuati annualmente.

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Gli altri indagati di cui si era finora a conoscenza erano i coniugi Moretti e uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana. L’uomo, il cui coinvolgimento nell’inchiesta sarebbe collegato anche per lui ai mancati controlli comunali negli ultimi cinque anni, sarà interrogato lunedì 9 febbraio.

Gli altri due indagati sono i proprietari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti, nei cui confronti la procura ipotizza i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi.

Inoltre, Rts ha appreso che in un’ordinanza del 27 gennaio, il Ministero pubblico vallesano ha respinto la richiesta del Comune di essere riconosciuto come parte nel procedimento penale. Una decisione che può essere impugnata entro 10 giorni.

Sala: difficile che Comune Milano possa costituirsi parte civile

Sulla vicenda di Crans-Montana “so che è aumentato il numero degli indagati, la notizia è di questa mattina. Io ci ho lavorato ieri (28 gennaio 2026, ndr) con il nostro avvocato capo, e mi ha chiarito che non è che noi formalmente non possiamo farlo ma è inutile costituirci parte civile, perché secondo la legge svizzera può essere parte civile chi ha avuto un danno diretto”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa del Salone del Mobile.

 “L’avvocato mi diceva che non è semplice dimostrare che non tanto la comunità ma il Comune di Milano abbia avuto un danno diretto - ha spiegato Sala -. Quindi è difficile che ci si possa costituire parte civile, ma di fianco alla famiglia, per la famiglia, per tutto quello che servirà, noi ci saremo”.

 Quanto a iniziative simboliche, “può essere che ci saranno” ma “purtroppo non la costituzione di parte civile”.

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