«Siamo preoccupati perchè non ci aspettavamo questo aumento», ha commentato. In agosto, l'Agenzia di salute pubblica aveva illustrato tre possibili scenari per i mesi freddi autunnali. E ora Tegnell ammette che la situazione sia molto peggio dello scenario peggiore previsto. Tanto che anche il servizio di test è andato in tilt per l'aumento vertiginoso di casi.
Uppsala, città universtitaria di 230.000 persone a circa un'ora di macchina a nord di Stoccolma, è stato il primo posto dove si sono annunciate linee guida localizzate più dure da metà ottobre. I cluster di infezione sono stati identificati a fine estate quando gli studenti sono tornati nella città universitaria e hanno organizzato le feste di inizio anno accademico. Ai residenti è stato detto di evitare i trasporti pubblici e i negozi, e di non socializzare con nessuno. Successivamente è stata la volta di Stoccolma e via via più regioni. Questa settimana uno stoccolmese su cinque è risultato positivo, con una incidenza di contagio del 20%, rispetto al 2% di poche settimane fa.
I moniti sono ovunque. Sugli autobus ci sono segnali che ricordano: “prendi il bus solo se proprio ti serve.” Per le strade i poster recitano “il pericolo non è passato”.Tuttavia, queste regole, ancora su base volontaria, sono in qualche modo solo una riaffermazione, anche se formulata in modo più severo, di ciò che Tegnell e il governo svedese esortano di fare da marzo: mantenere le distanze ed evitare incontri sociali allargati.
Un'esortazione martellante a cancellare quasiasi tipo di frequentazione sociale, mantenedo tuttavia scuole aperte, e incentivando lo smart working. Non ci sono funzionari che controllano il motivo per cui le persone si muovono. Negozi e ristoranti restano aperti. Passeggiando per le vie di Stoccolma è difficile capire se queste restrizioni siano effettivamente seguite. Le strade, i ristoranti e i negozi, già addobbati per Natale, sono frequentati. Eppure, i primi dati dicono che c'è un calo sostanziale della mobilità e dello shopping.
Alle domande insistenti dei giornalisti che ogni martedì e giovedì presenziano la conferenza stampa di aggiornamento, Tegnell risponde che se le misure volontarie non dessero i risultati attesi, allora l'Agenzia per la sanità pubblica prenderà in considerazione altre soluzioni, ma si è rifiutato di dire quali potrebbero essere, escludendo sempre ipotesi di lockdown. Tengell ama ricordare che la pandemia è una maratona, non uno sprint, sostenendo che semplici linee guida possono rimanere in vigore per periodi di tempo più lunghi: «Questa non è una malattia di cui ci sbarazzeremo presto, quindi dobbiamo gestirla in modo sostenibile, per anni, se necessario».