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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Il settore delle costruzioni in Europa, pur rappresentando uno dei principali pilastri dell’economia industriale con oltre 27 milioni di occupati, 6,5 milioni di imprese e circa il 12% del valore generato nell’Unione, non ha ancora recuperato i livelli pre-Covid, confermando un ritardo strutturale in termini di produttività e innovazione. È quanto emerge dal 4° Rapporto Strategico 2026 della Community Smart Building di Teha Group – The European House Ambrosetti, che ha contestualmente dato vita alla nuova realtà ConTech Hub, dedicata alla construction technology.
Nonostante la crescita del fatturato europeo sia passata da 1,33 a 2,31 mila miliardi di euro tra il 2015 e il 2023 (+73,7%), il rapporto tra valore aggiunto e fatturato resta stabile intorno al 30%, segnalando un’espansione ancora poco efficiente e trainata più dai volumi che dall’innovazione.
A pesare è anche la struttura frammentata della filiera: in Europa il 95% delle imprese è composto da piccole e medie imprese, una configurazione che limita economie di scala, standardizzazione e diffusione tecnologica. In parallelo, gli investimenti in ricerca e sviluppo restano contenuti, pari a circa 2,25 miliardi nel 2024, un livello nettamente inferiore rispetto ad altri settori industriali.
Il quadro italiano riflette dinamiche simili: tra il 2016 e il 2024 il prodotto interno lordo del settore è cresciuto del 51,5%, ma la produttività solo del 20,9%, con un rallentamento registrato nel 2024 dopo la fase espansiva sostenuta da Superbonus e Pnrr. Secondo le analisi del Rapporto, senza il sostegno degli incentivi pubblici il comparto è oggi chiamato a misurarsi con un nodo centrale: la capacità di generare crescita attraverso innovazione, digitalizzazione e industrializzazione dei processi. Le stime indicano un potenziale aumento della produttività fino al 60%, ma la frammentazione della filiera e il basso livello di investimenti in ricerca e sviluppo ne limitano ancora l’espressione.
Nel nuovo scenario, la trasformazione del comparto richiede di andare oltre il solo edificio smart e di intervenire sull’intera filiera delle costruzioni, integrando dati, processi e tecnologie lungo tutto il ciclo di vita. L’obiettivo è aumentare la produttività, oggi frenata anche da inefficienze legate alla gestione dei dati e da una forte frammentazione, ridurre l’impatto ambientale e migliorare sicurezza e compliance. In questo quadro, gli smart building dovrebbero crescere in Italia oltre il 15% annuo (2024-2027), mentre strumenti come il Building Information Modeling, in forte espansione, sono destinati a superare i 29 miliardi di dollari entro il 2034.
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