Costruttori di futuro: i vincitori del primo HTSI Luxury Start Up Award
Non c’è domani progettabile senza sostenibilità, innovazione e talento umano. Fra le tante candidature arrivate sulla piattaforma del premio, la giuria ha scelto i dieci progetti migliori.
di Redazione
8' di lettura
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Abbiamo attraversato gli abissi dell’oceano e i fondali del Mediterraneo. Siamo saliti in vetta alle cime più alte del Pianeta. Ci siamo avventurati negli intricati labirinti reticolari dell’IA e addentrati nelle più fitte foreste senza luce per ricavarne legno che si illumina. A bordo di una nave del tempo siamo finiti dentro una bottega rinascimentale. Abbiamo mangiato, bevuto, ci siamo cosparsi di creme e ricoperti di gioielli, ascoltato musica, ballato fra veli, fili e stoffe fruscianti, giocato. Ci siamo stupiti e divertiti, emozionati e sfidati. Se il viaggio della giuria di HTSI nel mondo delle giovani start up italiane potesse essere raccontato con l’ironia di Rabelais e l’immaginazione di Cervantes, questo sarebbe solo l’inizio.
La risposta al primo HTSI Luxury Start Up Award è stata un ventaglio di scoperte sfaccettate sia per luogo di provenienza sia per settore. Dalla moda al design, dalla cosmetica all’ospitalità, dall’hi-tech all’arte. Lanciato a chiusura dei festeggiamenti per il decennale del magazine, il premio è anche una dichiarazione d’intenti: guardare per i prossimi dieci anni al nuovo in tutte le sue declinazioni, dare visibilità e supporto ai costruttori di futuro. Il progetto continuerà, nel corso del 2025, anche sul fronte scientifico: si rinnova infatti la collaborazione con Luiss University e Luiss Business School per indagare le eccellenze made in Italy di domani e i gusti nel comparto lusso della Gen Z, insieme all’head of Business dell’Amsterdam Hub, Josè D’Alessandro, professore di Practice Entrepreneurship and Innovation. Oggi il mondo delle start up innovative in Italia consta di oltre 12mila imprese, pari a circa il 3,4 per cento delle 380mila società di capitali presenti sul nostro territorio, con oltre 15mila dipendenti e una concentrazione prevalente nel settore dei servizi, mentre solo il 13 per cento si sviluppa nel manifatturiero. I dati statistici nazionali sono rispecchiati solo in parte nella composizione dei candidati, attivi nel settore luxury, che si sono proposti per l’HTSI Award. è come se, in un mondo sempre più smaterializzato e hi-tech, la qualità e la specificità dell’alto di gamma si fosse concentrata maggiormente sulla materia del prodotto, nella ricerca di un’originalità, tracciabilità e sostenibilità ancora più estreme. Il differenziale è significativo, ma non stupisce. Seguendo da dieci anni la direzione di sviluppo del lusso, è evidente una rarefazione quantitativa in funzione di un’esclusività che ormai coincide con l’unicità, o comunque con numeri limitatissimi, dove l’ampliamento del fattore esperienziale va di pari passo con la lentezza della manualità e la peculiarità artigianale. Oltre il 30 per cento delle giovani aziende che ha partecipato lavora su fibre innovative e materiali di riuso, più del 10 per cento lavora a chilometro zero attingendo a scarti di attività collaterali, tutte, senza esclusione, si pongono il tema della sostenibilità.
Tutti i vincitori del primo HTSI Luxury Start Up Award
Come scriveva Goethe, «qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia». Con questo spirito decine di imprese, piccole, medie, giovani o giovanissime hanno mandato la loro candidatura nella convinzione d’incarnare il requisito principe dell’HTSI Award: avere il potenziale per innovare, plasmare e rilanciare il mercato dell’alto di gamma, e oggi non c’è domani progettabile senza sostenibilità. In un segmento dove la grande ricerca necessita di moltissimi investimenti, poteva essere difficile avere un’idea competitiva e riuscire a darle la concretezza di un’azienda snella, ma attiva. Fare una start up significa credere nel futuro a lungo termine. Investire oggi in qualcosa che forse darà i suoi frutti pieni alla prossima generazione. Con questa visione la giuria ha scelto le dieci realtà che vi presentiamo in queste pagine.


















