Lo studio

Costruire un data center a Milano costa l’11% in meno rispetto alla media europea

di Rossella Savojardo

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Allargando l’orizzonte dall’Italia allo scenario globale dei data center, la trasformazione in atto riguarda una significativa fase di riposizionamento geografico di infrastrutture e investimenti. Secondo il report di Turner & Townsend (società di professional services con oltre 22.000 professionisti nel mondo) il settore è considerato “a prova di recessione” dal 73% degli esperti del comparto, e i capitali dei grandi fondi e degli hyperscaler si stanno diversificando, allontanandosi dai mercati tradizionali del Nord Europa, i cosiddetti Flap-D (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino), per costruire nuova capacità nel bacino nell’Europa meridionale.

I costi per costruire un data center

Il motivo? La saturazione di alcuni mercati e l’intelligenza artificiale, a causa dell’aumento dei costi di costruzione che sta comportando la sua introduzione in queste infrastrutture. I nuovi data center ad alta densità, infatti, impongono un cosiddetto Ai Premium (il sovrapprezzo generato dalle infrastrutture di raffreddamento avanzato richieste) del 7-10% sui costi totali rispetto alle strutture tradizionali. «L’Ai sta ridisegnando il Capex - spiega Carlo Matildi, managing director Italia della multinazionale britannica - i mercati storici dei data center sono sempre più saturi e l’Italia ne sta traendo i benefici, con Milano che attira capitali globali grazie alla scalabilità che le altre città Flap-D faticano a garantire». Inoltre, costruire nella città meneghina costa oggi in media 9,79 dollari per Watt. Una cifra dell’11% inferiore rispetto alla media europea e competitiva nel confronto internazionale. Stando al Data Centre Construction Cost Index 2025 -2026 di Turner & Townsend si spende, infatti, il 19% in meno rispetto ai 12,02 dollari per Watt di Londra e il 15% in meno rispetto agli 11,60 dollari per Watt di Francoforte, con un risparmio ancora più marcato rispetto ai costi registrati a Zurigo (14,24 dollari per Watt) o a Tokyo, dove si toccano i 15,15 dollari per Watt.

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Normative e filiera: le sfide del settore

Nonostante la forte attrattività dell’Italia, persistono però criticità. Secondo i dati, il 48% degli sviluppatori identifica nei ritardi di connessione alla rete il principale fattore di rischio, mentre l’83% esprime preoccupazione per l’inadeguatezza della filiera locale nel fornire componentistica avanzata per i data center Ai. «Per realizzare i mega-campus hyperscale fino a 192 MW che gestiamo in Italia - conclude Matildi- il mercato locale fatica a reperire materiali critici come trasformatori e sistemi di raffreddamento avanzati». Alla sfida normativa se ne somma quindi un’altra, quella industriale.

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