Il conflitto in Ucraina

Ue, Costa: sanzioni secondarie a chi acquista energia da Mosca. Il Cremlino: non ci faranno cambiare posizione

Tra le misure prese in considerazione per il 19esimo pacchetto sanzioni contro la Russia allo studio della Commissione Europea c’è anche l’ipotesi di limitare l’emissione di visti turistici ai russi

Il primo ministro finlandese Petteri Orpo accoglie il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa prima del loro incontro nella residenza ufficiale del primo ministro a Helsinki, Finlandia, 8 settembre 2025. Lehtikuva/Roni Rekomaa

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Ieri Donald Trump si è detto pronto a imporre nuove sanzioni alla Russia per l’invasione dell’Ucraina e il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato esplicitamente di un rafforzamento delle pressioni su Mosca, finalizzato al crollo dell’economia russa come arma per costringere Putin al tavolo delle trattative.

La Commissione Ue ha confermato che, venerdì, oltre al vice presidente JD Vance, Ursula von der Leyen ha sentito il presidente americano Donlad Trump. Al centro del colloquio, ha spiegato il portavoce della Commissione Olof Gill, la guerra in Ucraina e la messa a punto del nuovo pacchetto di sanzioni.

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Oggi anche l’Unione europea, per bocca del presidente del Consiglio Antonio Costa, si allinea con l’obiettivo di estendere le sanzioni verso la Russia. «Ora abbiamo tutto il necessario per essere pronti a dare le garanzie di sicurezza all’Ucraina quando ci sarà la pace. Per arrivarci, dobbiamo continuare a sostenere Kiev nella guerra e aumentare la pressione sulla Russia», ha detto Costa dalla Finlandia. «Non è facile. Dobbiamo combattere la flotta ombra e ridurre la capacità di Mosca di finanziare il conflitto, non solo aumentando le nostre sanzioni ma imponendo sanzioni secondarie ai Paesi che acquistano gas e petrolio da Mosca».

«Nei mesi scorsi abbiamo stabilizzato la relazioni con il nostro alleato più importante, gli Usa, sulla difesa, sul commercio e sull’Ucraina, dato che Washington ora è determinata a sostenere le garanzie di sicurezza necessarie ad avere una pace duratura. Dobbiamo aumentare pressione su Mosca e ci coordiniamo con gli Usa sui nostri sforzi per allineare le nostre misure, per far sì che Putin accetti di negoziare con Zelensky», ha proseguito Costa. «Stiamo lavorando al 19/o pacchetto sanzioni in stretta cooperazione con gli Stati Uniti».

Fonti Ue: verso restrizioni ai visti turistici per i russi

Tra le misure prese in considerazione per il 19esimo pacchetto sanzioni contro la Russia allo studio della Commissione Europea c’è - a quanto si apprende - anche l’ipotesi di limitare l’emissione di visti turistici ai russi grazie a linee guida più severe, questo anche alla luce degli alti numeri d’ingressi registrati questa estate. Inoltre si vorrebbero applicare restrizioni ai diplomatici di Mosca. Una proposta avanzata tempo fa dalla Polonia chiedeva di non permettere viaggi in Europa al di fuori del Paese in cui il diplomatico è accreditato, in pratica non applicando Schengen.

Mosca: «Non cambieremo la nostra posizione»

Mosca, però, non indietreggia e per bocca del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ribadisce che «nessuna sanzione potrà costringere la Federazione Russa a cambiare la sua posizione coerente».

Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha presentato alla Duma di Stato una proposta di legge per il ritiro dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti. Il progetto di legge è stato pubblicato oggi nel database legislativo della Duma di Stato, come segnala Interfax. Già alla fine di agosto circolavano notizie di piani russi di ritiro dalla convenzione.

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