Così le tecnologie ci accompagneranno nel secolo ecologico
Il futuro sostenibile si sta delineando, ma occorre che l’Italia superi la sua ambivalenza di fronte alla tecnologia e alla scienza
di Jacopo Giliberto
7' di lettura
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La tecnologia è lo strumento per la transizione energetica ed ecologica. (Più in generale, la tecnologia è lo strumento per rendere la vita umana meno difficile; per ridurre la povertà, la fatica, il dolore e le diseguaglianze tra le persone; per dare cibo, mobilità, salute, relazioni sociali a quanta più umanità possibile; per avere un ambiente salubre e ridurre l’impatto sull’habitat; e così via).
Mentre nelle stagioni precedenti la rotta era chiara — il carbone nell’800, il petrolio nel ’900 — nel ventunesimo secolo il futuro delle tecnologie energetiche non è ancora delineato in modo definito e i neuroni di scienziati, tecnologi e tecnici tentano in contemporanea mille strade differenti. L’idrogeno, le diverse tecnologie nucleari, le modalità di accumulo dell’energia, i nuovi materiali e così via. Nell’orchestra energetica sono ancora dominanti le fonti fossili ma molti altri strumenti cercano l’assolo.
Una cosa è chiara, ed è l’ambivalenza dell’Italia e del suo popolo di fronte alla tecnologia e alla scienza.
L’Italia è il Paese di quelli che scrutano preoccupati le scie di condensazione degli aerei, nel timore di chissà quali misteriose irrorazioni, e al tempo stesso è il Paese in cui più di 2mila anni fa il siracusano Archimede creò gli specchi ustori (il solare termodinamico di allora) e stabilì che un corpo immerso in un liquido riceve una spinta eccetera.
Il Paese in cui ci sono persone che vedono catastrofi planetarie con i telefonini 5G e in cui Galileo Galilei studiava i moti dei gravi e scopriva astri. L’Italia è il Paese in cui ci sono persone sicure di un complotto con il vaccino di grafene per controllare i nostri pensieri, e al tempo stesso è il Paese che ha dato ad Albert Einstein il periodo più spensierato e felice della vita: era un geniale e turbolento ginnasiale quando, adolescente, abitava a Milano in via Bigli dove si era trasferita la famiglia; il padre Hermann Einstein in via Lecchi 16, zona Navigli, aveva avviato l'opificio Elektrotechnische Fabrik J. Einstein & Cie. L’Italia è il Paese dei due referendum antiatomici, nel 1987 e nel 2011, ed è il Paese dove le aziende piacentine Tectubi Raccordi e Ibf con le loro tecnologie stanno salvando l’EdF e i 12 reattori nucleari francesi fermati per corrosioni alle condotte degli impianti.



