Così sport e camminate possono diventare una cura

La domanda

Qual è il ruolo dell’attività fisica nella gestione del diabete di tipo 1 e tipo 2?

Risposta: L’attività fisica rappresenta uno dei pilastri fondamentali nella gestione del diabete mellito, sia di tipo 1 che di tipo 2. Uno dei principali effetti dell’attività fisica è l’aumento della sensibilità all’insulina nei muscoli scheletrici e nei tessuti periferici. Questo significa che durante e dopo l’esercizio, le cellule muscolari sono più capaci di assorbire glucosio dal sangue, contribuendo così a ridurre i livelli glicemici sia nel breve che nel lungo periodo. Nel diabete di tipo 2, in particolare, l’attività fisica può migliorare in modo significativo il controllo glicemico, come dimostrato dalla riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c). In alcuni casi, questo miglioramento può permettere una diminuzione della dose o del numero di farmaci necessari, in associazione a un regime alimentare sano. Anche nel diabete di tipo 1, l’attività fisica migliora la sensibilità all’insulina, favorendo una migliore gestione della terapia insulinica e riducendo le fluttuazioni glicemiche. Nel diabete di tipo 1, è fondamentale gestire attentamente l’attività fisica per prevenire episodi di ipoglicemia durante o dopo l’esercizio. Tuttavia, le tecnologie hanno notevolmente semplificato questa gestione, rendendo l’attività fisica sicura e accessibile anche a questi pazienti.

L’attività fisica regolare ha effetti positivi sulla pressione arteriosa e sul profilo lipidico, contribuendo a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che rappresentano una delle principali cause di mortalità nelle persone con diabete. In particolare, l’esercizio aumenta i livelli di colesterolo HDL (“buono”), mentre riduce quelli di trigliceridi e colesterolo LDL (“cattivo”). Inoltre, l’attività fisica aiuta a controllare il peso corporeo, un fattore cruciale soprattutto nel diabete di tipo 2 ma più recentemente anche nel diabete tipo 1, dove il sovrappeso e l’obesità sono tra i principali fattori di rischio e peggiorano la resistenza all’insulina. Riducendo il peso corporeo, l’esercizio migliora ulteriormente la sensibilità insulinica e contrasta lo sviluppo di complicanze.

Dal punto di vista infiammatorio, l’attività fisica regolare riduce l’infiammazione sistemica e lo stress ossidativo, due meccanismi che contribuiscono all’insorgenza e alla progressione delle complicanze microvascolari (come retinopatia, nefropatia e neuropatia) e macrovascolari (come infarto e ictus). Oltre ai benefici metabolici e cardiovascolari, l’attività fisica migliora forza muscolare, flessibilità ed equilibrio, aspetti cruciali per prevenire cadute e fratture soprattutto negli anziani o in chi ha complicanze neuropatiche.

Nonostante i numerosi benefici, l’attività fisica nel diabete richiede alcune attenzioni, in particolare per il rischio di ipoglicemia. Questo è un problema frequente soprattutto nelle persone con diabete di tipo 1 in terapia insulinica, ma può verificarsi anche in alcuni pazienti con diabete di tipo 2 in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti. L’ipoglicemia può manifestarsi durante o fino a diverse ore dopo l’esercizio, e i suoi sintomi includono tremori, sudorazione, confusione, e nei casi più gravi perdita di coscienza. Per prevenire questi episodi, è fondamentale un attento monitoraggio della glicemia prima, durante e dopo l’attività fisica, l’adeguamento della terapia insulinica o farmacologica, e l’assunzione di carboidrati se necessario. Al contrario, in alcune situazioni l’esercizio può causare iperglicemia, soprattutto se molto intenso o in presenza di insulino-deficienza marcata. Questo avviene a causa del rilascio di ormoni controregolatori come adrenalina e cortisolo, che aumentano la produzione di glucosio da parte del fegato. Per questo è importante evitare sforzi eccessivi senza una preparazione adeguata. Ulteriori precauzioni riguardano l’ambiente in cui si svolge l’attività: ad esempio, in condizioni di caldo intenso il rischio di disidratazione e squilibri elettrolitici aumenta, e bisogna prestare particolare attenzione.

L’attività fisica deve essere sempre prescritta in modo personalizzato, privilegiando una combinazione di esercizi aerobici (come camminata, corsa, ciclismo, nuoto) e di rafforzamento muscolare, svolti con regolarità, almeno 150 minuti a settimana.

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