Così al Pitti Uomo numero 100 debutta il format fisico-digitale
La più importante fiera internazionale di moda maschile celebra i 50 anni con una rassegna in formato ridotto e nel rispetto dei protocolli di sicurezza, abbinata al Pitti Bimbo
di Silvia Pieraccini
3' di lettura
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È una Fortezza rinascimentale invasa da un coloratissimo numero 100 – riprodotto su installazioni, facciate, padiglioni - quella che accoglie i visitatori di Pitti Uomo e di Pitti Bimbo (a Firenze dal 30 giugno al 2 luglio), dopo un anno e mezzo di stop espositivo dal vivo. Per due edizioni - giugno 2020 e gennaio 2021 - le fiere di Pitti Immagine sono state costrette, come tutte le altre, a trasferirsi sul web, sulla piattaforma Pitti Connect, con qualche ostacolo iniziale e tante opportunità digitali che, col passare dei mesi, si sono aperte e sono state meglio comprese sia dalla società fieristica che dagli espositori. Fino a questa edizione - la numero 100 per Pitti Uomo, la più importante rassegna al mondo di moda maschile che dunque celebra i 50 anni di vita, e la numero 93 per Pitti Bimbo - che s’annuncia all’insegna della sperimentazione.
«Per la prima volta – spiega Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine -, metteremo assieme una fiera fisica e una fiera digitale. Ad esempio con i live shooting di cinque marchi dell’uomo che potranno essere visti e apprezzati in fiera e poi rilanciati sul web; oppure con i virtual tour tra gli stand del Pitti Bimbo che saranno fatti dagli studenti del Polimoda in lingua originale, giapponese e coreano, per mostrare le collezioni via web anche ai compratori orientali che non potranno essere al salone. L’accoppiata fisico-digitale va nella direzione di offrire servizi».
La pandemia ha costretto a cambiare non solo le date (spostate in avanti) e la durata (ridotta), ma anche il format delle due fiere che, per la prima volta, sono abbinate: Pitti Uomo esporrà le collezioni per la primavera-estate 2022 di 315 marchi, di cui 84 esteri; Pitti Bimbo ospiterà 74 marchi, di cui 29 stranieri. Sulla piattaforma Pitti Connect (già aperta e online fino a settembre) ci saranno anche altri brand che hanno deciso di presentare le collezioni solo in forma digitale.
Meno aziende ma di qualità, assicura Pitti Immagine. Tutto – fiera, presentazioni, eventi – si svolgerà all’interno della Fortezza da Basso, per facilitare i controlli antiCovid e sperimentare nuove modalità di presentazione dei marchi, che per anni erano andati alla ricerca di location prestigiose sparse in città.
Sarà il ritorno a una fiera più raccolta, più attenta alla moda che al contorno, meno ricca di eventi e più focalizzata sul prodotto. I marchi del Pitti Uomo saranno distribuiti in tre sezioni (contro la dozzina del passato): classico, sport e ricerca. I compratori attesi sono soprattutto italiani e europei, ma tra coloro che hanno confermato la presenza c’è anche qualche americano, come Bergdorf Goodman e Neiman Marcus; qualche russo, come Tsum e Bosco dei Ciliegi; e qualche arabo, giapponese e cinese che abita in Europa, vista la difficoltà ad arrivare dall’Oriente. Si stimano sette-ottomila compratori, anche se le previsioni sono difficili. «Abbiamo fatto un lavoro accurato per informare i buyer sulle regole e sui contenuti della fiera», dice Poletto.


