Così l’evoluzione tecnologica cambia il Dna dell’automobile
di Mario Cianflone
4' di lettura
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Auto e tecnologia, due mondi che si guardano da tempo e che si stanno fondendo. Cruscotti digitali, infotainment con mega schermi touch, tanto software e silicio da fare invidia a un centro di calcolo. E poi ancora, guida autonoma, elettrificazioni e porte che si aprono con lo smartphone. L’auto è cambiata e sta cambiando ancora, ma bisogna fare attenzione: la direzione non è quella che molti analisti ipotizzavano qualche anno fa. L’auto non è e non diventerà uno smartphone su ruote. È un oggetto ben più complesso, più articolato e difficile da sviluppare. Le major dell’hi-tech non hanno, infatti, soverchiato le case automobilistiche, non si è verificata la “disruption” ipotizzata da grandi società (americane per lo più) di analisi di mercato e consulenza.
Apple avrebbe dovuto, secondo dotti rumors e indiscrezioni di tre anni fa, lanciare un’auto elettrica e a guida tutta autonoma nel 2019. Evidentemente questo non è successo. La Mela non è diventata il leader della guida autonoma e neppure Google ha costruito un’automobile. Ma Big G ha seguito l’ondata giusta: mettersi al servizio delle case automobilistiche e offrire, come nel caso di Fca alleata con Waymo (la società per la guida autonoma di Alphabet / Google), tecnologia, ricerca e sviluppo. Anche le macchine che guidano da sole di Uber sono rimaste mero storytelling. E anche quelle volanti non si sono viste.
Del resto a guidare la trasformazione hi-tech sono e restano le case automobilistiche che non sono diventate per nulla assemblatori di automobili, bensì creatori di autovetture, sviluppatori (anzi co-sviluppatori insieme ai produttori di componenti come Bosch o Continental) di tecnologie nonché incubatori di idee.
Il risultato è palese: i modelli lanciati in questi ultimi mesi vantano di serie (o in opzione, purtroppo) sistemi di guida assistita davvero evoluti. No, non è l’auto che guida da sola, ma una macchina smart che salva la vita, dove un’intelligenza di software e silicio frena al posto nostro al momento giusto, tiene la distanza di sicurezza e permette di porre rimedio alle distrazioni anche in curva. Le mani però vanno tenute sempre sul volante. La guida assistita è ancora di Livello 2 (secondo la tabella della Sae, Society of automotive engineers).
E a bordo? Le plance sono diventate quasi dei tablet e qui occorre fare una riflessione. L’interfaccia touch su display capacitivi è di moda, è quella degli smartphone ai quali siamo abituati da oltre 11 anni, dalla rivoluzione dell’iPhone, ma in auto si sta un po’ esagerando. Display spesso grandi e invasivi, interfacce utente mal concepite per essere usate durante la guida e una integrazione con lo smartphone che deve fare ancora un po’ di strada per evolvere e diventare davvero efficace. E qui entrano in gioco i comandi vocali.


