Piano casa, stretta anti furbetti. Dati al Fisco e stop ai benefici
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Micaela Cappellini
3' di lettura
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A Mortara, nascosto nella campagna pavese, c’è un caveau unico al mondo. È la banca del germoplasma del riso, una cella frigorifera a quattro gradi di temperatura e a 50 gradi di umidità che custodisce oltre 1.700 varietà di riso, dall’Ottocento fino ai giorni nostri. Di bunker come questi, che custodiscono la biodiversità e la mettono a disposizione di ricercatori e agricoltori, «non ne conosco altri», sostiene Paolo Carrà, presidente dell’Ente nazionale risi, che ha sede a Milano e che ha in capo la responsabilità della banca. Qualche azienda sementiera privata possiede una banca interna in cui conserva le proprie varietà, ma nemmeno i colossi internazionali hanno una biblioteca di questa ampiezza.
Cosa si custodisce nel caveau di Mortara?
La più antica varietà che abbiamo è la Bertone, che risale al 1829. Da noi passa la memoria storica del Paese. Le varietà registrate nel Ventennio, per esempio, hanno i nomi dell’epoca, una per tutte la Benito. Ci sono varietà che prendono il nome dei luoghi geografici, come Arborio. Altre, invece, si ispirano ai contadini che le hanno rinvenute per la prima volta nel loro campo di casa: il riso Rosa Marchetti, per esempio, è un omaggio alla moglie del proprietario della risaia. Quest’anno iscriveremo alla banca venti nuove varietà.
Qual è lo scopo della banca del riso?
Noi preserviamo le varietà e le forniamo agli agricoltori che ne fanno richiesta. La varietà Maratelli, per esempio, da tempo non era più coltivata: un gruppo di agricoltori l’ha voluta rimettere in circolazione e noi abbiamo fornito loro il seme per farlo. Il nostro patrimonio rappresenta anche una base di partenza per chi vuole fare
nuovi incroci. L’unico vincolo
che abbiamo riguarda l’accesso agli operatori stranieri,
che non è consentito. L’obiettivo è quello di evitare il
trasferimento di materiale genetico all’estero: sarebbe come autorizzare il trasferimento di know how italiano.