Coronavirus, così le catene reagiscono alla corsa agli acquisti nei supermarket
I picchi di vendite nel week end oscillano tra il 50 e il 130%. Nessuna insegna ha aumentato i listini mentre gli algoritmi delle piattaforme dell’e-commerce sembrano impazziti
di Enrico Netti
3' di lettura
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Pasta, sugo, zucchero, latte, detersivi per la casa i prodotti andati a ruba sugli scaffali dei supermercati. «Si tratta di un fenomeno già visto in occasione di altri eventi quali la Guerra nel Golfo o il disastro di Chernobyl - ricorda Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, l’associazione che raggruppa le imprese della distribuzione moderna organizzata - Questi eventi scatenano una forte emotività che crea un temporaneo esaurimento delle merci nei punti vendita. Sia la produzione che lo stoccaggio sono in grado di far fronte alla domanda: si tratta soltanto di qualche disservizio temporaneo, poi la situazione si normalizzerà».
Parole rassicuranti arrivano dai big della grande distribuzione che assicurano di non intervenire sui prezzi dei prodotti a differenza delle piattaforme di e-commerce dove gli algoritmi hanno fatto impazzire i listini. Sami Kahale, Ceo di Esselunga, spiega che la catena «ha chiaramente dovuto affrontare un aumento significativo e inaspettato della domanda, a causa della diffusione del Coronavirus. Negli ultimi due giorni, abbiamo gestito in modo efficiente questo incremento improvviso e siamo riusciti a soddisfare un livello di domanda pari a più del doppio del normale. Anche oggi abbiamo assistito a un simile aumento di richieste e siamo riusciti a soddisfarle - spiega l’ad -. Non prevediamo di avere carenze di prodotti e per accelerare il rifornimento degli scaffali abbiamo oltre 150 persone che dalla sede supportano i colleghi dei negozi.
Nei market Carrefour le vendite di Piemonte e Lombardia nel week end hanno fatto segnare picchi fino al +130% per i prodotti non deperibili, fanno sapere della società, e la piattaforma di e-commerce ha decuplicato i volumi di traffico mentre i due centri logistici a Chignolo Po e a Massalengo, ai margini della zona rossa nel lodigiano, sono pienamente operativi. Nessun problema anche per una decina di negozi nell’area tra Cremona e Lodi che vengono riforniti regolarmente.
Anche la macchina di Conad corre senza grossi problemi. «I rifornimenti sono regolari, non mancherà nulla - dice una nota del Gruppo -. Possiamo pianificare, con le nostre strutture logistiche, anche consegne in zone e modalità segnalate dalle pubbliche autorità. Siamo in grado di assicurare la disponibilità di generi di prima necessità alle persone in modo continuo e regolare».
La rete Coop nelle aree dell’emergenza segna aumenti fino a un +50% di vendite in Lombardia. «Ci riforniamo degli articoli maggiormenti richiesti come food a lunga conservazione oltre a gel e mascherine andati rapidamente in esaurimento. I rifornimenti di merci sono regolari e continuativi con i magazzini che funzionano a pieno ritmo. Rimane invece la difficoltà di approvvigionamento di articoli quali in particolare gel disinfettanti e mascherine che sono andati esauriti e per i quali si sta provvedendo, contando di poterli riavere in assortimento nei prossimi giorni».


