Così le aziende Italiane possono massimizzare la propria espansione in Asia
Un mercato che per le nostre imprese non è solo una grande opportunità, ma lo sbocco naturale per quello che hanno costruito nel corso di generazioni
di Alfonso Emanuele de Leon *
3' di lettura
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Secondo un recente report dell’Area Studi di Mediobanca sul sistema moda, il fatturato estero incide sul 58% del totale settore manifatturiero italiano, con punte del 72% nel comparto moda. E come già citato in un precedente articolo, quando si parla di export e di internazionalizzazione al giorno d’oggi l’Asia rappresenta ben due terzi della crescita economica mondiale (63%).
Di fatto l’Asia costituisce per qualsiasi azienda italiana una straordinaria opportunità proprio per la estrema complementarietà di storia e di situazione di mercato tra noi e i paesi asiatici, di cui il caso più eclatante è forse la Cina che ha vissuto negli ultimi decenni una straordinaria crescita economica, il maggior esodo dalla povertà della storia dell’umanità e che dopo un ventennio non sembra accennare ad arrestarsi.
Ad esempio fino all’arrivo della Covid-19 l’intero settore del lusso cinese aveva vissuto tassi di crescita annuale tra il 20% ed il 40%. Ai cinesi non manca la crescita, ai cinesi mancano i prodotti con una storia, una tradizione e (facendo un’approssimazione) prodotti di qualità.
Se prendiamo il nostro Paese ci troviamo nel caso diametralmente opposto. Noi abbiamo tutto quello che manca ai cinesi: la storia, la tradizione, la qualità e in molti casi un marchio forte che racchiude tutto questo. A noi però manca la crescita che ha il mercato cinese. E allora espandersi in Asia rappresenta per le nostre aziende non solo una grande opportunità, ma lo sbocco naturale necessario a tutto quello che le nostre aziende hanno costruito nel corso di generazioni.
Allo stesso tempo l’Asia rappresenta una grande incognita per chiunque voglia approcciarne i mercati e soprattutto esiste una grandissima diversità tra i Paesi che si trovano in un diverso stadio di sviluppo e di maturità che quindi vanno approcciati con modalità molto diverse tra loro. Quando si parla di Asia non si può parlare di un blocco sostanzialmente omogeneo, come l’Europa Occidentale o gli Stati Uniti e il Canada assieme.








