26 giugno 2020, ore 20.20
Cinque minuti dopo viene pubblicato sul sito e sul profiloTwitter di Poetry un secondo annuncio:
Don Share, editor della rivista Poetry, ha rassegnato le dimissioni, che saranno effettive apartire dalla fine dell'estate in modo da garantire la continuità, mentre inizia la ricerca di unsostituto. «Spero che la mia partenza lasci spazio ad altri e che possa contribuire a grandi cambiamenti
5 agosto 2020
Sul sito di Poetry compare una nuova lettera indirizzata ai “Cari lettori”.Comincia così: «Questo settembre la rivista Poetry, per la prima volta dalla sua fondazione, interromperà la tradizione che prevede un'uscita mensile». La redazione,prosegue la lettera, sfrutterà questo periodo di transizione per «verificare e riconfigurare il processo editoriale del periodico, le strutture apicali e le pratiche di assunzione,in collaborazione con lo staff e i consulenti, accogliendo i suggerimenti che sono arrivati dalla comunità» e «si affiderà a un consulente esterno specializzato in risorse umane, che dia spazio in tutti gli annunci ai temi della diversità, dell'uguaglianza e dell'inclusione».
Conclusioni e dubbi
Non essendo io legato al mondo della poesia, posso solo riportare quello che vedo. Ciò che non funziona nel quadro descritto rispecchia perfettamente quello che non funziona in questo Paese. Tra i molti segnali dei danni che ha fatto Donald Trump, forse il più tragico è la crescente avidità con la quale noi, suoi nemici e vittime, abbiamo adottato, senza rendercene conto, la sua visione del mondo, che è racchiusa perfettamente nello slogan da lui reso famoso: “Sei licenziato”. Siamo davvero arrivati al punto di credere che l'unica soluzione sia sempre il disfacimento? Io spero di no. Se Scholls Ferry Rd. non fosse stato spalmato su trenta pagine, se non avesse contenuto così tanti spazi bianchi, avrebbe suscitato le stesse reazioni? Chissà. E se per settimane i cittadini di Chicago hanno invaso notte dopo notte le strade della loro città per protestare, se la sindaca Lori Lightfoot, donna brillante, nera e gay, è scesa in strada per convincere i giovani neri a indossare le mascherine, è mai possibile che l'annuncio dell'assunzione di un consulente esterno specializzato in risorse umane e ovviamente pagato una fortuna, ci lasci indifferenti? Io penso di no.
David Leavitt è tra i più celebri scrittori della sua generazione.È nato in Pennsylvania, è cresciuto in California, ha studiato a Yale, ha insegnato a Princeton e ha scritto romanzi, racconti e non-fiction. Ora vive a Gainesville, insegna scrittura creativa all'Università della Florida e dirige la rivista letteraria Subtropics. In Italia tutte le sue opere sono in corso di pubblicazione presso l'editore SEM. Il suo ultimo romanzo si intitola “Il decoro” (SEM, 350 pagine, 17 euro, traduzione di Fabio Cremonesi e AlessandraOsti).