Cos'è il microcitoma, il tumore dei fumatori che ha colpito Emma Bonino
Questo tipo di tumore a piccole cellule è una forma rara di carcinoma polmonare, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al polmone e colpisce soprattutto fumatori ed ex fumatori
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Emma Bonino, la storica leader del partito radicale, è morta a Roma, a 78 anni. Era stata ricoverata il 7 settembre al Santo Spirito di Roma - noto ospedale del centro di Roma - e da alcuni giorni giorni era stata trasferita in terapia intensiva, a seguito di una crisi respiratoria e poi trasferita in una struttura privata. La storia clinica di Emma Bonino è stata segnata da un tumore polmonare, più esattamente un microcitoma, che nel 2015 l'aveva colpita al polmone sinistro costringendola a lunghi anni di chemioterapia. Il microcitoma è una delle forme più aggressive di tumore polmonare e colpisce nella maggior parte dei casi i fumatori o chi ha fumato in passato. Dopo ben otto anni di terapie fu lei stessa ad annunciare di aver concluso con esito positivo i trattamenti senza mai aver rinunciato a svolgere la sua amata attività politica.
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Cos'è il microcitoma, il tumore che colpisce i fumatori
Questo tipo di tumore polmonare a piccole cellule, noto anche come microcitoma o small cell lung cancer (Sclc), è una forma rara di carcinoma polmonare, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al polmone e colpisce soprattutto fumatori ed ex fumatori. Per le terapie è prevista la chirurgia, limitata a circa 1 paziente su 20 però, la radioterapia e la chemioterapia. Negli ultimi anni è cresciuto anche il ricorso all'immunoterapia con cure innovative anche se non risolutive. Anche se le terapie sono migliorate la sopravvivenza per questa tipologia di tumore resta molto bassa: le ultime stime parlano di circa il 10% dei pazienti con microcitoma che vive a cinque anni dalla diagnosi. Nel caso della Bonino la sopravvivenza a questo micidiale tumore era stata anche più lunga e cioè oltre dieci anni. Uno dei problemi più importanti che riguarda il microcitoma è quello della diagnosi tardiva anche perché i sintomi - dalla tosse alle difficoltà respiratorie - sono presenti anche in molte altre malattie diffuse e così il rischio concreto è che il tumore si scopre solo quando è in uno stadio molto avanzato. Ogni anno in Italia circa 5-6mila persone scoprono di avere un tumore a piccole cellule.
La storia clinica della storica leader radicale
Diagnosticato nel 2015 era stato poi superato nel 2023. Nell'ottobre 2024, l'ex ministra era stata presa in carico sempre dall'ospedale del centro storico di Roma per problemi respiratori, anche in quel caso con cure intensive. Era stata successivamente trasferita alla Stroke Unit del San Filippo Neri e dimessa dopo circa una settimana. I medici avevano escluso una recidiva del tumore al polmone che le era stato diagnosticato nel 2015, riconducendo il malore a un problema di natura metabolica. Dieci anni fa l'annuncio del tumore al polmone, da cui è guarita, durante una diretta di Radio Radicale. “Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici che hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno sei mesi. Non sono intenzionata a interrompere le mie attività perché da una passione, come quella politica, non ci si dimette, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche”.







