Infrastrutture

Ponte sullo Stretto, il governo: replicheremo ai rilievi della Corte dei Conti, l’opera si farà

I giudici contabili hanno negato il visto di legittimità della delibera Cipess sul ponte. Rimane fermo l’obiettivo dell’Esecutivo di procedere con la realizzazione dell’opera. Le opposizioni: si fermi.

di Redazione Roma

Aggiornato il 30 ottobre 2025, ore 13:24

Ponte sullo Stretto, Salvini: "Già arrivate 4mila richieste di lavoro"

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Si è svolto nella mattinata di giovedì 30 ottobre a Palazzo Chigi un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dedicato al progetto del Ponte sullo Stretto, dopo lo stop della Corte dei Conti. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che «all’esito della riunione, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti - viene chiarito -, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera».

Salvini: su Ponte nessuno scontro poteri, daremo informazioni

«Senza nessuno scontro tra poteri dello Stato, daremo tutte le informazioni che ci vengono richieste. Ci sto lavorando da tre anni, ci lavorerò per tre anni e due mesi, poi gli ingegneri mi dicono che con sette anni l’Italia avrà un’opera unica al mondo e quindi va bene così». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al termine della riunione a Palazzo Chigi sul Ponte sullo Stretto. «E’ un secolo che se ne parla, per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni, tutte le riflessioni», ha aggiunto.

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Lo stop della Corte dei Conti

Mercoledì i magistrati contabili, al termine di una lunga Camera di Consiglio, hanno deciso di non concedere il visto di legittimità e la registrazione della Delibera Cipess di agosto che aveva approvato il progetto definitivo dell’opera. Tecnicamente, anche con il parere negativo della Corte dei Conti il governo può comunque decidere di andare avanti con il progetto.

L’exit strategy del governo

Infatti nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso.

Le contestazioni

Tra i diversi punti sotto la lente dei magistrati le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali, antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Le eccezioni sollevate durante l’adunanza della Sezione centrale della Corte, dal consigliere, Carmela Mirabella sarebbero state diverse: tra queste anche quella sulla competenza del Cipess, considerato organo “politico”.

Sub iudice dalla Corte Conti altro atto su Stretto Messina

C’è un altro atto sub iudice da parte della Corte dei Conti riguardo al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, che riguarda il decreto approvativo del Ministero dei Trasporti del terzo atto aggiuntivo alla convenzione stipulata con il concessionario Società Stretto di Messina. I magistrati dell’Ufficio di controllo della Corte dei Conti stanno al momento esaminando i documenti ed entro i primi giorni del mese di novembre dovranno decidere se poi sottoporli o meno al collegio della Sezione centrale di controllo di legittimità. A quanto si apprende, questo passaggio giuridico è stato citato il 29 ottobre nell’adunanza pubblica che invece aveva riguardato la negazione del visto di legittimità al ponte sullo Stretto (delibera Cipess di agosto), da parte della Corte.

Le prime reazioni del governo

Per la premier Giorgia Meloni si tratta dell’«ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer. La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di Governo, sostenuta dal Parlamento».

Salvini: da Corte conti grave danno, andiamo avanti

Immediata anche la reazione di Matteo Salvini: «La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico» ha detto il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega. «In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti», conclude il vicepremier.

Tajani: esterrefatto sul Ponte. Il governo andrà avanti

 Per il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani «non è ammissibile che in un Paese democratico la magistratura contabile decida quali siano le opere strategiche da realizzare». Quella sul Ponte dello Stretto da parte della Corte dei Conti «è una decisione che mi lascia esterrefatto e che arriva alla vigilia dell’ultimo voto in Parlamento per realizzare la riforma della giustizia. Il Governo andrà avanti» aggiunge Tajani.

Ciucci: sorpresa da Corte, agito in pieno rispetto norme

«Abbiamo accolto con grande sorpresa l’esito del controllo di legittimità operato dalla Corte dei conti che non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n. 41/2025 del Ponte sullo Stretto» ha commentato l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci. «Tutto l’iter seguito è stato sempre svolto nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte. Restiamo in attesa delle motivazioni mantenendo l’impegno di portare avanti l’Opera, missione che ci è stata affidata da tutto il Governo e dal Ministero delle infrastrutture in attuazione delle leggi approvate dal Parlamento italiano».

Schlein: gravi parole Meloni su Corte conti, governo vuole mani libere

La segretaria del Pd Elly Schlein ribatte alla premier: «Meloni con le sue gravi affermazioni contro la Corte dei Conti chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale. Non è una riforma che serve a migliorare la giustizia, né serve agli italiani. Serve a questo governo per avere le mani libere e mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione».

Pd: sonoro schiaffo a Salvini, governo si fermi

La decisione della Corte dei Conti è «uno schiaffo in faccia a Salvini e un segnale chiarissimo che il Governo non può ignorare» dice il capogruppo Pd in commissione trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo. «Sono numerose - prosegue - le irregolarità denunciate da istituzioni, esperti e realtà territoriali e ora anche la magistratura contabile solleva seri dubbi di legittimità. È inaccettabile che un’opera di tale portata proceda nonostante i rilievi formali e sostanziali che continuano a emergere. Ci appelliamo al giuramento di fedeltà alla Repubblica e alle sue leggi che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno solennemente prestato. Non è possibile che un governo che si dice “patriota” ignori i vincoli di legalità e trasparenza che fondano la nostra Costituzione».

M5S: game over, Meloni fermi la telenovela inguardabile

Per il deputato M5s Agostino Santillo il no della Corte dei Conti «scrive la parola game over sulla grottesca vicenda del ponte sullo Stretto. I magistrati hanno ritenuto insormontabili i rilievi mossi al progetto e al carrozzone messo in moto da Salvini: le lacune sono vere e proprie falle. Economiche, procedurali e di rispetto delle norme Ue. Falle che si aggiungono ai nodi non sciolti sul fronte ingegneristico e geologico. Meloni fermi immediatamente questa telenovela inguardabile: rischiamo un’altra figura barbina su scala planetaria. Il tempo dei giochi è finito, si torni alla serietà».

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