Ponte sullo Stretto, il governo: replicheremo ai rilievi della Corte dei Conti, l’opera si farà
I giudici contabili hanno negato il visto di legittimità della delibera Cipess sul ponte. Rimane fermo l’obiettivo dell’Esecutivo di procedere con la realizzazione dell’opera. Le opposizioni: si fermi.
5' di lettura
I punti chiave
- Salvini: su Ponte nessuno scontro poteri,daremo informazioni
- Lo stop della Corte dei Conti
- L’exit strategy del governo
- Le contestazioni
- Sub iudice dalla Corte Conti altro atto su Stretto Messina
- Le prime reazioni del governo
- Salvini: da Corte conti grave danno, andiamo avanti
- Tajani: esterrefatto sul Ponte. Il governo andrà avanti
- Ciucci: sorpresa da Corte, agito in pieno rispetto norme
5' di lettura
Si è svolto nella mattinata di giovedì 30 ottobre a Palazzo Chigi un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dedicato al progetto del Ponte sullo Stretto, dopo lo stop della Corte dei Conti. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che «all’esito della riunione, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti - viene chiarito -, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera».
Salvini: su Ponte nessuno scontro poteri, daremo informazioni
«Senza nessuno scontro tra poteri dello Stato, daremo tutte le informazioni che ci vengono richieste. Ci sto lavorando da tre anni, ci lavorerò per tre anni e due mesi, poi gli ingegneri mi dicono che con sette anni l’Italia avrà un’opera unica al mondo e quindi va bene così». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al termine della riunione a Palazzo Chigi sul Ponte sullo Stretto. «E’ un secolo che se ne parla, per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni, tutte le riflessioni», ha aggiunto.
Lo stop della Corte dei Conti
Mercoledì i magistrati contabili, al termine di una lunga Camera di Consiglio, hanno deciso di non concedere il visto di legittimità e la registrazione della Delibera Cipess di agosto che aveva approvato il progetto definitivo dell’opera. Tecnicamente, anche con il parere negativo della Corte dei Conti il governo può comunque decidere di andare avanti con il progetto.
L’exit strategy del governo
Infatti nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso.
Le contestazioni
Tra i diversi punti sotto la lente dei magistrati le coperture economiche, l’affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali, antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Le eccezioni sollevate durante l’adunanza della Sezione centrale della Corte, dal consigliere, Carmela Mirabella sarebbero state diverse: tra queste anche quella sulla competenza del Cipess, considerato organo “politico”.







