Corsie dinamiche, che cosa sono e come utilizzarle correttamente
di Maurizio Caprino
4' di lettura
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“Corsia dinamica”. Un'espressione con cui dobbiamo familiarizzare: dopo più di un decennio in cui di corsie dinamiche sulle strade italiane ne abbiamo avute una sola, ne arriveranno altre tre. Così diventerà importante sapere e ricordare come si circola in questi casi e che cosa si rischia se non si utilizzano correttamente le corsie.
Al tratto urbano della A14 che passa attorno a Bologna in mezzo alle due carreggiate della locale tangenziale, si aggiungeranno quello della A4 che attraversa la fascia urbana a nord di Milano, il Raccordo anulare di Roma e la tangenziale di Catania. Nei primi due casi la gestione è di Autostrade per l'Italia, negli altri due è dell'Anas.
Le corsie dinamiche sono un modo per cercare di adeguare una strada alla mole di traffico che deve sopportare, anche quando non ci sono gli spazi fisici (o i soldi) per ampliare la carreggiata. Così si rinuncia alla corsia di emergenza, rendendola transitabile esattamente come le altre. Ma, per ridurre i rischi, lo si fa solo nei momenti di maggior traffico. Si crea così una situazione appunto “dinamica”, nel senso di uno schema di circolazione che può variare in ogni momento, secondo l'intensità del traffico.
I requisiti della strada
L'operazione è meno banale di quel che sembra. Occorre comunque:
- adeguare la corsia di emergenza rendendola larga e con asfalto curato come quelle di marcia normale;
- installare una fitta serie di portali a messaggio variabile, che indichino costantemente su tutto il tratto se la corsia di destra è aperta al traffico oppure no;
- avere sensori che contino i veicoli per capire momento per momento se il volume di traffico sale a livelli che rendono necessario aprire la corsia più a destra;
- adottare tutta una serie di precauzioni supplementari.
Tra queste precauzioni, le più importanti sono:
- un monitoraggio rafforzato del traffico (più telecamere rispetto al consueto, meglio se “intelligenti” e cioè in grado di riconoscere in tempo reale e in automatico gli incidenti perché sono “addestrate” a riconoscere scene critiche come un veicolo che all'improvviso scarta lateralmente;
- un sistema automatico ed esteso di controllo della velocità (anche media);
- un impianto antincendio permanente, con postazioni di spegnimento a pochissime centinaia di metri l'una dall'altra.
A volte si adotta anche qualche accorgimento visivo per far venire ai guidatori in transito a destra un dubbio che li spinga a consultare i pannelli a messaggio variabile, per verificare se in quel momento possono usare la corsia dinamica.
Come capire se si può circolare
È determinante non solo ricordarsi di fare attenzione ai pannelli, ma anche saperli leggere. Occorre quindi impratichirsi con lo schema “freccia o croce”: in corrispondenza delle corsie aperte al traffico resta accesa una freccia verde, sulla corsia dinamica quando è chiusa si accende invece una croce a forma di X di colore rosso. È lo stesso sistema che appare sempre di più nelle gallerie lunghe più di 500 metri, per le quali l'adeguamento alle attuali norme europee richiede di segnalare all'ingresso per ciascuna corsia eventuali problemi che ne impediscano la transitabilità.

