Il vertice sul cronoprogramma
Per evitare il rischio palude, Draghi non si è limitato ai segnali pubblici. Ha dato subito mandato al sottosegretario a Palazzo Chigi, Roberto Garofoli, di convocare un vertice per martedì 30 agosto per stringere i bulloni dell’azione ministeriale e andare avanti. Palazzo Chigi vuole rendere cogente per i ministeri l’anticipazione degli obiettivi ovunque possibile e riscriverà il cronoprogramma, la mappa delle scadenze: oggi è scritto 31 dicembre in tutte le 55 caselle degli obiettivi 4T 2022 (salvo quattro che sono T3), molte delle date saranno rifissate fra la fine settembre e i primi di novembre, contando sul fatto che, anche in caso di esito elettorale netto e univoco, il nuovo governo non riuscirà a insediarsi prima della metà di novembre.
L’identikit dei 55 obiettivi
Non tutti i 55 obiettivi fronteggiano, ovviamente, lo stesso livello di difficoltà. Il tabellone che pubblichiamo in coda a questo testo li ha suddivisi in base al tipo di atto necessario per raggiungerli. Gli atti amministrativi sono impegnativi per i ministeri e sulla carta il fatto che arrivino al traguardo finale dipende dalla capacità di accelerazione del singolo ministero. Ci sono però in molti casi i concerti con altri ministeri (Mef soprattutto) e interlocuzioni politiche o istituzionali con i territori spinose (gestioni idriche, fondi per il turismo, piano sul lavoro sommerso, riforma dei centri per l’impiego, solo per fare qualche esempio).
I decreti attuativi
I decreti legislativi attuativi di deleghe sono pressoché impossibili da portare al traguardo entro fine ottobre se non sono stati già approvati almeno in via preliminare dal Cdm. Hanno infatti bisogno dei pareri delle commissioni parlamentari che si riuniscono a singhiozzo e senza nessuna voglia di avallare compromessi di merito. Gli unici decreti legislativi che potrebbero arrivare al traguardo sembrano le riforme del processo civile e di quello penale, che la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha fatto approvare il 28 luglio e il 4 agosto dal Cdm. Anche se il tema è politicamente sensibile (Silvio Berlusconi sabato 27 agosto ha rilanciato «la riforma della giustizia e la separazione delle carriere delle toghe»), il governo ha la possibilità di varare i due provvedimenti entro ottobre anche se non arrivasse il parere parlamentare.
Ipotesi decreto legge a metà ottobre per obiettivi che necessitano di norme
Per gli obiettivi che hanno bisogno di una norma di legge o di aggiustamenti legislativi (come nel caso della pianificazione delle infrastrutture strategiche e le autorizzazioni per il cold ironing) potrebbe scattare un decreto legge a metà ottobre, come successo con gli obiettivi di dicembre 2021 e giugno 2022. Per ora Palazzo Chigi non vede ragioni per intervenire con Dl, ma siamo solo all’inizio del percorso e l’ipotesi resta. Tanto più che i Dl dei mesi scorsi sono serviti anche a risolvere con l’accetta intoppi, blocchi e problemi amministrativi. Infine ci sono gli investimenti e le gare che seguono un loro percorso, senza rallentamenti, almeno in apparenza, per la situazione politica.
I target da centrare entro fine anno e gli atti per raggiungerli
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