È corruzione il regalo di prassi all’esaminatore della Motorizzazione
Anche se di modico valore, non può definirsi d’uso il dono fatto al funzionario nell’occasione sensibile della prova di guida
di Patrizia Maciocchi
2' di lettura
2' di lettura
Anche se di modico valore - e dunque sotto il tetto dei 150 euro fissati per i regali ai pubblici dipendenti - non può definirsi d’uso il dono fatto sempre in occasioni “sensibili”. Un principio che la Cassazione, con la sentenza 1594, applica nel confermare la condanna, per corruzione per l’esercizio delle sue funzioni, di un’esaminatrice della motorizzazione civile.
Gli ermellini confermano la decisione, con la quale la Corte d’Appello aveva escluso per la funzionaria il reato limitatamente al dono di una bresaola, ma lo aveva confermato per un’affettatrice, delle ricariche telefoniche di 50 euro l’una e un rifornimento di benzina.
Quanto a quest’ultimo, era stato accertato che rientrasse nella prassi delle scuole guida indagate, farne omaggio agli esaminatori come ringraziamento.
Nel caso esaminato ad incastrare la ricorrente c’era un’intercettazione, nella quale veniva chiesto alla donna se la sua auto fosse a benzina e, alla risposta affermativa, l’interlocutore aveva risposto con un «perfetto» mentre la destinataria del cadeaux aveva replicato con la frase «ma smettila dai».
Colloquio letto dalla difesa come la prova dell’assenza di una “prassi” ma anzi del rifiuto della beneficiaria del “pensiero”.


