Russel Vought, il responsabile dell’Ufficio budget della Casa Bianca, ha inviato al Congresso la richiesta di uno stanziamento di emergenza da 2,5 miliardi di dollari. Per metà si tratta di fondi nuovi, l’altra metà comprende la riallocazione di risorse già stanziate. Compresi 535 milioni di finanziamenti per combattere il virus dell’Ebola, che ha ucciso 11mila persone nel picco della crisi nel 2014-2016, i cui focolai sono ancora attivi nella Repubblica Democratica del Congo. «Questi fondi – scrive nella lettera al Congresso il collaboratore di Trump – sosterranno tutti gli aspetti della risposta americana al coronavirus». Vengono menzionati i costi per la quarantena, i test di laboratorio, la prevenzione, il monitoraggio, le cure, l’acquisto dei medicinali e delle protezioni di emergenza. La somma stanziata dalla Casa Bianca comprende anche 1 miliardo di dollari per lo sviluppo di un vaccino.
Mancanza di regia
Non è molto. A confronto l’amministrazione Obama nel 2014 durante la crisi dell’Ebola chiese al Congresso stanziamenti di emergenza per 6 miliardi di dollari.
Nelle dichiarazioni pubbliche Trump si mostra ottimista ma privatamente ha espresso preoccupazione riguardo alla diffusione del coronavirus e si è infuriato per alcune decisioni prese dai suoi collaboratori nei giorni scorsi. Il presidente non avrebbe voluto il rientro per la quarantena dei 14 americani colpiti dal virus sulla nave ferma in Giappone, ma avrebbe preferito fossero rimasti in Asia. Così voleva licenziare il funzionario che ha deciso di inviare i malati per la quarantena in Alabama, dopo le critiche arrivate dalla governatrice repubblicana e da alcuni senatori. Trump ha assecondato le loro richieste e i posti per la quarantena alla fine sono stati creati in una base aerea a Sant’Antonio, in Texas. L’incidente mostra l’improvvisazione con cui finora la Casa Bianca ha reagito al coronavirus, senza una regia.
Per la speaker della Camera Nancy Pelosi i 2,5 miliardi chiesti dell’amministrazione sono «inadeguati e insufficienti». Un gruppo di stati e di associazioni legate al mondo della sanità e dell’assistenza è dello stato avviso. Chuck Schumer il leader della minoranza al Senato dice che i fondi sono «troppo pochi» e sono stati decisi «troppo tardi». Nita Lowey, presidente democratica della Commissione della Camera che segue gli stanziamenti sostiene che la richiesta è «completamente insufficiente a proteggere gli americani da un picco della crisi del coronavirus».
Il panico per Trump e i suoi collaboratori potrebbe arrivare dai costi politici del coronavirus nell’anno elettorale, nel caso di un crollo prolungato dei mercati. Traduce bene questi timori il finanziere Anthony Scaramucci, ex direttore comunicazione della Casa Bianca: «Una correzione del 10-15% dei mercati finanziari toglierebbe uno dei principali motivi alla sua campagna di rielezione».