Il decreto “zona rossa”
È il primo Dpcm di attuazione del decreto legge sull’emergenza coronavirus che riguarda gli 11 Comuni delle zone rosse (10 lombardi e uno veneto). In questo decreto viene stabilito il divieto di entrata e di uscita per tutti gli abitanti dalla zona rossa e si definisce la chiusura di uffici pubblici (a eccezione dell’erogazione dei servizi essenziali), lo stop alle attività lavorative, la chiusura dei negozi (a eccezione di quelle per i beni di prima necessità), la sospensione di tutte le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura e quella del trasporto di merci e di persone. Il decreto introduce anche l’obbligo di comunicazione all’Asl per chiunque abbia sostato o sia transitati dal 1° febbraio 2020 nei comuni della zona rossa.
Il decreto d’urgenza
Il Consiglio dei ministri di domenica notte ha approvato un decreto legge con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto. Nel decreto lo scheletro delle misure di inasprimento per arginare il contagio del virus: dal divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus, alla chiusura di scuole, negozi e musei, attività lavorative fatti salvi i servizi essenziali, e lo stop alle manifestazioni pubbliche. Il decreto è stato approvato già in commissione alla Camera all’unanimità.
Il decreto dell’economia
Sospesi tutti gli adempimenti e i versamenti di tributi e ritenute dei contribuenti che risiedono o hanno domicilio fiscale negli undici comuni della zona rossa e che ricadono nel periodo che va dal 21 febbraio scorso a 31 marzo 2020. Il rinvio dei pagamenti riguarda anche le cartelle esattoriali degli agenti della riscossione, comprese quelle emesse per chi ha scelto di saldare a rate il proprio debito con la pace fiscale. È il caso ad esempio della rata della rottamazione ter in scadenza il 28 febbraio. Le somme dovute e sospese dal decreto andranno comunque versate entro il 30 aprile 2020.
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate
Mercoledì 26 febbraio il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha dato disposizione alle strutture dell'Agenzia delle entrate e di Agenzia delle entrate-Riscossione di dare applicazione alle misure che dispongono la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020, nei comuni di Lombardia e Veneto colpiti dall'emergenza epidemiologica Covid-19. In particolare, nelle zone interessate sono stati sospesi gli invii di comunicazioni di irregolarità, richieste di documenti per il controllo formale, cartelle di pagamento e atti di recupero dei debiti tributari affidati all'Agente della riscossione.
Le ordinanze regionali
L’ultima in ordine di tempo è l’ordinanza che è stata adottata ieri dalla Regione Marche che ha disposto la chiusura delle scuole fino al 4 marzo. Ma nell’ultima settimana si contano altre 15 ordinanze regionali che dettagliano le misure di prevenzione anti contagio; dalla chiusura delle scuole alla stretta sugli orari degli esercizi commerciali, bar e locali, che la Lombardia ha modificato mercoledì pomeriggio.