Coronavirus, picco in Europa nella terza settimana di aprile
L’Istituto per le Misurazioni e la Valutazione della Salute (IHME) presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Washington stima 151.680 decessi in Europa nella «prima ondata» della pandemia. E ricorda che Italia e Spagna hanno superato il picco, mentre il Regno Unito, attualmente nelle fasi iniziali del contagio, vede il numero dei decessi in rapido aumento
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Nuove stime sul COVID-19 prevedono che in Europa il picco della pandemia si verificherà durante la terza settimana di aprile, con contagi che si estendono a partire dal sud dell'Europa. La previsione, rilasciata il 7 aaprile dall’Istituto per le Misurazioni e la Valutazione della Salute (IHME) presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Washington, parla di circa 151.680 decessi durante quella che i ricercatori chiamano la “prima ondata” della pandemia. Come confronto, ci si attende negli Stati Uniti un numero pari a 81.766 decessi.
Situazione critica nel Regno Unito
«Settimane preoccupanti attendono molti Stati europei» dice il dottor Christopher Murray, direttore dell’IHME. «Sembra probabile inoltre che il numero dei decessi ecceda le proiezioni attuali per gli Stati Uniti». Questo, nonostante la diminuzione dei decessi attualmente registrata in Italia e Spagna. Il numero di morti in molti paesi è aggravato dalla domanda di accoglienza ospedaliera, che va ben oltre la disponibilità. Per esempio, si prevede che il picco di domanda nel Regno Unito raggiunga un totale di 102.794 posti letto a fronte dei 17.765 disponibili, 24.544 posti in terapia intensiva a fronte di 799 disponibili, e 20.862 respiratori (il dato riguardante la disponibilità dei respiratori non è disponibile).
La situazione nei vari Paesi europei
Le notizie odierne in Europa riportano che la maggior parte delle regioni in Italia e in Spagna ha superato il picco dei decessi, mentre altre lo raggiungeranno più tardi, nel corso del mese di aprile. I paesi che stanno per raggiungere il picco o che vi si stanno avvicinando rapidamente in questa ondata dell’epidemia includono l’Olanda, l’Irlanda, l’Austria e il Lussemburgo. La Repubblica Ceca e la Romania sono a metà strada della traiettoria prevista per questi Paesi. Altre nazioni, inclusi il Regno Unito, la Germania, la Norvegia e la Grecia sono ancora all’inizio del contagio e vedranno il numero dei decessi aumentare rapidamente per raggiungere il picco nella seconda e terza settimana di aprile.
Misure di distanza sociale decisive
«È evidente senza alcuna ombra di dubbio che le misure di distanza sociale attuate e mantenute correttamente possono controllare l'epidemia e contribuire a ridurre il numero dei decessi», sostiene Murray. «Le nazioni colpite più duramente hanno attuato misure di distanza sociale e potrebbero ora aver superato il peggio, con notevoli progressi nella riduzione dei decessi. La tendenza delle rispettive nazioni cambierà –e drammaticamente in peggio – se si sceglierà di allentare le misure di distanza sociale o altre precauzioni analoghe».
Rischio di una nuova ondata di infezioni
Murray avverte che allentare tali precauzioni troppo presto durante la prima ondata della pandemia potrebbe causare nuove ondate di infezione, ospedalizzazioni e decessi. Egli definisce il termine di questa “ondata” come un rapporto di 0,3 decessi per ogni milione di persone. «Per diminuire il rischio di una seconda ondata in luoghi in cui la prima ondata è controllata da misure importanti di distanza sociale, i governi dovranno prendere in considerazione test di massa, tracciatura dei contatti e quarantena per gli infetti fino a che un vaccino non sia disponibile, con produzione e distribuzione di massa», sostiene Murray.

