Coronavirus, Lombardia e Piemonte restano zone rosse. Brusaferro: epidemia ancora a livelli critici, ma si allontana il rischio di saturazione degli ospedali
Rt in miglioramento in tutte le regioni, ma gli indici delle terapie intensive non sono positivi. E può durare a lungo, ha spiegato il dg del ministero della Salute Gianni Rezza
di Nicoletta Cottone
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Nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che conferma in zona rossa quattro regioni (Calabria, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta) e in zona arancione due regioni, la Puglia e la Sicilia. La nuova ordinanza, in vigore dal 20 novembre, è valida fino al 3 dicembre 2020, «ferma restando - scrive una nota del ministero della Salute - la possibilità di nuova classificazione prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020». Queste regioni, precisano dal ministero, sono confermate nelle attuali fasce, salvo una nuova valutazione che si potrà fare tra una settimana, all’arrivo dei nuovo dati di ministero della Salute e Iss.
Abruzzo zona rossa dal 22, nel Lazio attività commerciali chiuse alle 21
Il ministero ha reso noto che il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà in serata l'ordinanza che collocherà la regione Abruzzo in area rossa. L'ordinanza sarà in Gazzetta domani ed entrerà in vigore a partire dal 22 novembre. Intanto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, ha firmato una nuova ordinanza in vigore dal 20 al 30 novembr: nessuna attività commerciale al dettaglio o all'ingrosso, compresi i supermercati, potrà nei giorni feriali, prefestivi e festivi proseguire la vendita oltre le ore 21. L’iniziativa per consentire al personale, dopo la riduzione degli orari dei mezzi pubblici, il rientro a casa entro le 22. Sono escluse le farmacie in quanto servizio pubblico. Bar e ristoranti in quanto pubblici esercizi potranno effettuare attività di vendita con asporto fino alle 22 come previsto dal Dpcm nazionale.
In Sicilia la nuova ordinanza, in vigore dal 21 novembre al 3 dicembre, prevede la chiusura nei festivi e domenicali di tutte le attività commerciali autorizzate, compresi mercati rionali e vendite ambulanti. Restano aperte farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccherie.
Cabina di regia: l’epidemia mantiene livelli critici
«L'epidemia in Italia si mantiene a livelli critici sia perché l'incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento - segnala il report della Cabina di regia - sia per gravità, con un significativo impatto sui servizi assistenziali». Il report segnala, infatti, che nella maggior parte del territorio nazionale la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 2 (giallo) con alcune Regioni e province autonome in cui la velocità di trasmissione è ancora compatibile con uno scenario 3 (zona arancione). Nuovi focolai in tutte le regioni (ma non sono specifiicati i nuovi), tranne nelle Marche. Manca il dato per Friuli Venezia Giulia, Molise e Veneto). «Negli ultimi giorni il numero dei casi comincia ad appiattirsi e questo indica il rallentamento dell'incidenza», ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Sotto la lente in particolare nel report appaiono Friuli Venezia Giulia, Molise e Veneto, classificate a rischio moderato ma con alta probabilità di progredire verso il rischio alto nel prossimo mese.Devono adottare ulteriori misure per contenere la crescita del virus nei propri territori ed evitare di mandare in sofferenza le strutture ospedaliere.
Brusaferro: «Si allontana probabilità saturazione ospedali
«La probabilita di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un pò allontanata . Ciò vale sia per area medica sia per terapia intensiva», detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia.
Rezza: «Indici intensive non positivi, può durare a lungo>
Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, ha precisato: «Se da una parte possiamo vedere uno spiraglio grazie alle misure in atto, che devono continuare a essere implementate, dall'altro lato dobbiamo tener duro perchè gli indici di occupazione delle terapie intensive non sono positivi e questa situazione puo durare anche a lungo nonostante l'abbassamento dell'Rt».

