Locatelli: «Non fare gli errori dell’estate. Se ci fosse il vaccino lo farei subito»
«Tutto indica come la strategia di diversificazione delle misure - ha detto il presidente Css Franco Locatelli - abbia avuto una sua manifestazione di efficacia, ma dico a chiarissime lettere che questi indicatori di miglioramento e decelerazione della curva devono essere un invito a essere ancora più stringenti e rigorosi. Bisogna scendere a Rt sotto 1. I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre ma questa è una ragione per insistere. Evitiamo di ripetere gli errori della scorsa estate».Locatelli ha sottolineato come l’unico modo, a parte il lockdown, per riuscire a liberarsi del nuovo coronavirus «è creare immunità di gregge. Quindi è fondamentale la vaccinazione , come dovere morale verso se stessi e verso gli altri. Se ci fosse il primo vaccino oggi in Italia Franco Locatelli lo farebbe senza la minima esitazione. A maggior ragione questo senso morale deve permeare il personale professionale in prima linea».
Regioni gialle ed arancioni
Si va quasi ovunque verso aree gialle e arancioni, ma il report segnala che nel periodo 9 - 15 novembre 2020 quasi tutte le Regioni/PA sono ancora classificate «a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane». In particolare 17 fra regioni e province autonome sono classificate a rischio alto di trasmissione del nuovo coronavirus. Di queste, 2 sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale in quanto non valutabili in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza, insufficiente al momento della valutazione. Undici sono state classificate a rischio alto o equiparate a rischio alto per 3 o più settimane consecutive. Delle 17 fra regioni e province autonome a rischio alto o a esso equiparate, 3 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 3 (arancione), 9 con uno scenario di tipo 2 (giallo) e le 5 restanti con uno scenario di tipo 1 (verde).
Scende l’Rt in Italia a 1.18
Dal report della Cabina di regia emerge che l’Rt nazionale, uno dei 21 indicatori presi in considerazione dalla Cabina di regia, scende a 1,18 (era 1.43). Risultano in calo in tutte le regioni. E. spiega il report, la riduzione dell’indice Rt suggerisce«un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020». Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt sopra 1 e comporta un aumento dei nuovi casi,«questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell'attenzione nei comportamenti.
Basilicata, Abruzzo e Toscana i più alti
La Basilicata è la regione con la stima dell'Rt puntuale calcolato al 4 novembre più alto, pari a 1,46. Seguono Abruzzo (1,32), Toscana (1,31) e Friuli Venezia Giulia (1,27). I dati più bassi in Sardegna (0,79) e nel Lazio (0,82). Ecco i dati: Abruzzo 1,32 (nella precedente rilevazione era 1,34), Basilicata 1,46 (era 1.64), Calabria 1,06 (era 1.38), Campania 1,11 (1.62), Emilia Romagna 1,14 (era 1.40), Friuli Venezia Giulia 1.27 (era 1.42), Lazio 0,82 (era 1.04), Liguria 0,89 (era 1.10), Lombardia 1,15 (era 1.46), Marche 1.17 (era 1.55), Molise 0.94 (era 1.31), Piemonte 1,09 (era 1.31); provincia autonoma di Bolzano 1,16 (era 1.59), provincia autonoma di Trento 1,03 (era 1.30), Puglia 1,24 (era 1.44), Sardegna 0,79 (era 1), Sicilia, 1,14 (era 1.13), Toscana 1,31 (era 1.80), Umbria 1,06 8era 1.43), Valle d'Aosta 1,14 (era 1.74), Veneto 1.16 (era 1.26).
Il 27 novembre nuovo esame per Piemonte e Lombardia
In base alle regole individuate dal dpcm, Piemonte e Lombardia, che hanno dati in miglioramento, dovranno aspettare il 27 novembre per poter scendere nella classificazione e diventare da rosse ad arancioni. Da giorni le due regioni chiedono di passare a misure meno severe.