4) Come si diventa infettivologo?
La strada non è molto diversa rispetto a quella del virologo: 6 anni di medicina più la scuola di specializzazione - in infettivologia - di 4 anni.
5) Qual è il percorso degli esperti di epidemie?
«In Italia - risponde Pierluigi Lopalco, ordinario di igiene e medicina preventiva all’unversità di Pisa - non esiste il titolo di epidemiologo, la specializzazione in igiene e medicina preventiva». Gli epidemiologi, dunque, sono in genere degli igienisti, laureati in medicina e specializzati in igiene e medicina preventiva. Ma non è detto. «L'epidemiologia: una, nessuna e centomila»: il titolo del congresso 2019 dell’Aie (Associazione italiana epidemiologia) rende bene l’idea dell’eterogeneità dell'approccio epidemiologico che può di fatto rivolgersi a molteplici interlocutori ma che, per poterlo fare, deve avere un linguaggio che sia comprensibile e possa orientare le scelte, altrimenti rischia di essere inefficace.
6) Esistono altre specializzazioni per diventare epidemiologi?
«I laureati in medicina possono scegliere la specializzazione in statistica medica - risponde Lopalco - ma anche iscriversi a master post laurea in statistica».
7) La laurea in statistica può essere utile?
Ai laureati triennali in statistica non è vietato di scegliere una un percorso di studio per approfondire le tematiche bio-sanitarie, dalla biostatistica e della statistica applicata in ambito sanitario.
8) C'è interesse da parte dei giovani per queste specializzazioni?
«C'è certamente interesse - risponde Clementi -. Tuttavia, mentre i posti per Igiene offerti nel concorso nazionale sono in numero sufficiente, è stato ridotto nel tempo quello per le scuole di Microbiologia e Virologia».
9) Quali consigli per un giovane che inizia gli studi per diventare virologo?
«Consiglio di studiare bene medicina e chirurgia in modo da avere una solida preparazione di base - risponde Clementi -, affrontare con serietà una buona scuola di specializzazione (informandosi sulla sua reputazione in virologia medica), durante la quale fare un'esperienza in un laboratorio estero per almeno 1 anno, infine cercare di svolgere la propria attività lavorativa in una struttura qualificata.