Conte ha parlato tra i ministri Di Maio e Azzolina. Davanti a lui, nel banco dei sottosegretari, i ministri Lamorgese, D'Incà, Bonafede e Bonetti. Nessuno dei membri del governo ha indossato la mascherina, come la maggioranza dei deputati. Alla fine dell’intervento, solo i deputati della maggioranza hanno applaudito. Immobili, e perplessi, quelli del centrodestra.
La citazione di Manzoni: «Del senno del poi sono piene le fosse»
«In questi giorni - ha affermato Conte - molti hanno riletto ed evocato, anche pubblicamente, le pagine sulla peste scritte da Manzoni nei Promessi sposi: proprio in quest’opera viene ricordato un antico proverbio, ancora oggi fortemente in auge, per cui “del senno del poi son piene le fosse”. Ci sarà un tempo per tutto. Ma, oggi, è il tempo dell’azione, il tempo della responsabilità».
Sempre assicurato coinvolgimento Regioni
In un passaggio dell’intervento, Conte è intervenuto sul rapporto tra Stato, regioni e comuni in questa situazione di emergenza. «Abbiamo sempre assicurato il coinvolgimento delle Regioni, sia nella Conferenza Stato-Regioni sia singolarmente», ha spiegato.
Nuovo dl da almeno 25 mld su credito-liquidità
Conte ha poi fornito indicazioni sul nuovo provvedimento, dopa il decreto Cura Italia, a sostegno di famiglie e imprese travolte dalla crisi. «Siamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che già, con il decreto “Cura Italia” già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo già lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto».
Per crisi serve salto qualità governance euro
Nell’informativa Conte ha parlato anche del ruolo dell’Unione europea in questa emergenza. Lo stop al patto di stabilità, ha sottolineato, «è stato essenziale per ulteriori stanziamenti di risorse. Tuttavia l’impatto finanziario della pandemia sarà tale da chiedere alla governance dell’eurozona un salto di qualità all’altezza della sfida. L’unione monetaria - ha continuato - potrà uscire vincitrice solo se le sue istituzioni saranno rafforzate nel segno della solidarietà e dell’unità».