Coronavirus, contagi: dai bar ai ristoranti alle palestre, i luoghi in cui si corrono più rischi
Uno studio su Nature realizzato con i dati dei tracciamenti telefonici. La ricerca effettuata in Usa a marzo e aprile (quindi prima dell’introduzione di misure di distanziamento come avvenuto in Italia). Ristoranti, palestre, bar e hotel risultano i luoghi più pericolosi. Buone notizie invece sulla scuola
di Agnese Codignola
4' di lettura
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Si vanno facendo più chiare le modalità con le quali avviene il contagio da Sars-CoV-2, e le situazioni nelle quali si corrono più pericoli. Ed è un bene, perché solo disponendo di dati scientificamente validi si possono impostare strategie preventive razionali, e avere maggiori probabilità di successo.
Negli ultimi giorni, uno degli studi che ha destato maggiore interesse è stato pubblicato su Nature , e ha mostrato quanto, se gestiti nel modo corretto, i dati dei tracciamenti possano essere una miniera di informazioni utili.
I ricercatori dell’Università di Stanford, in California, hanno infatti analizzato le localizzazioni anonime dei cellulari di poco meno di 100 milioni di cittadini americani residenti nelle dieci principali aree urbane, per definire dove erano andati nel periodo compreso tra marzo e aprile; in particolare, hanno controllato oltre 57.000 gruppi di persone in oltre 550.000 luoghi di potenziali assembramenti quali ristoranti, palestre, chiese, concessionarie di automobili, negozi di attrezzature sportive, hotel e motel.
Quindi hanno sovrapposto questi dati e quelli epidemiologici relativi ai focolai grandi e piccoli, e hanno trovato che, come atteso, tutte le volte che si radunano più persone il rischio aumenta. I locali peggiori sono i ristoranti, seguiti da palestre, bar, hotel e motel. (E’ evidente che lo studio si riferisce agli Usa, a quel periodo e alle misure di distanziamento allora adottate in quel paese , ndr)
Il programma ha permesso poi di fare simulazioni assai interessanti: per esempio, se a Chicago i ristoranti fossero rimasti tutti aperti (nella realtà hanno subito un lockdown), in maggio ci sarebbero stati 600.000 contagi in più. Se lo avessero fatto le palestre ce ne sarebbero stati 149.000 in più, e viceversa: se le chiusure fossero state di entità maggiore di quanto non sia avvenuto, i casi sarebbero stati meno. I ristoranti, purtroppo, si confermano luoghi dove, soprattutto quando non si adottano misure molto stringenti, il virus corre.

