Coronavirus, Confindustria: serve un piano massivo di investimenti per rilanciare l’economia
Tra le soluzioni delineate dall’associazione datoriale in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Conte il rilancio dei cantieri e misure per assicurare la liquidità delle aziende
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«Un grande piano massivo di investimenti che punti a realizzare infrastrutture materiali, sociali e immateriali all’avanguardia». In particolare, «servono investimenti pubblici, serve riattivare rapidamente tutti i cantieri e non solo quelli delle opere considerate prioritarie: la domanda pubblica deve compensare l’arretramento di quella privata». È quanto sottolinea Confindustria in un documento dal titolo: “Assi portanti di azione e reazione all’arretramento dell’economia”.
Il documento è stato divulgato al termine dell’incontro tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e le associazioni delle imprese (oltre a Confindustria, hanno partecipato i rappresentanti di Rete Imprese, Confapi, Abi, Confprofessioni e Ania).
Servono risorse congrue e strumenti incisivi
Un testo nel quale l’associazione datoriale sottolinea la necessità che il Governo metta sul tavolo «risorse congrue e strumenti incisivi». Per Confindustria è «il momento per l’economia italiana ed europea di un “whatever it takes” della politica economica», con un «chiaro indirizzo nell’allocazione delle risorse e degli effetti da realizzare»: è la linea che il leader degli industriali, Vincenzo Boccia, ha indicato al Governo.
Il rilancio dei cantieri
Secondo Confindustria, il piano straordinario triennale deve partire dall’avvio di tutti i cantieri e puntare a realizzare tutte le opere programmate, anche attraverso l’introduzione di apposite misure di carattere organizzativo, tra cui la nomina di commissari straordinari e la costituzione di task force multidisciplinari di esperti (che nel Mezzogiorno, area a più bassa efficienza amministrativa, possono trovare il sostegno dei fondi europei e nazionali per la politica di Coesione), che supportino “in loco” le amministrazioni nell’accelerazione delle procedure. Vanno inoltre introdotte misure di sblocco dei procedimenti più complessi, attraverso strumenti adeguati all’entità e alla specificità delle opere da realizzare.
Piano di rilancio a livello europeo
Questo piano triennale - continua l’associazione datoriale - deve inserirsi in un «altrettanto ambizioso piano di rilancio a livello europeo», con una connotazione transnazionale delle opere da realizzare e una massiccia dote finanziaria (a partire da 3mila miliardi di euro), resa possibile dall’emissione di Eurobond a 30 anni garantiti anche dalle infrastrutture oggetto del piano. Considerato il deterioramento delle prospettive macroeconomiche a livello europeo, l’istituzione e l’emissione di Eurobond - si legge ancora nel documento - rappresenta ormai una priorità non rinviabile e, pertanto, dovrebbe essere oggetto di un Consiglio europeo straordinario, chiamato a farne il perno intorno a cui costruire una policy complessiva di sostegno e rilancio dell’economia europea.

