Tim
Nelle regioni oggetto delle ordinanze, Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna Tim ha deciso di “sospendere gli interventi tecnici non urgenti mentre per gli interventi non rinviabili saranno adottate tutte le misure e dotazioni necessarie ai tecnici per operare in totale sicurezza”. Tra le misure messe in campo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus il gruppo, spiega un portavoce, in quelle regioni ha anche “favorito l'accesso allo Smart working e incentivato l'utilizzo di strumenti di comunicazione a distanza per limitare gli spostamenti”.
Enel
Enel ha disposto lo smart working «fino a data da destinarsi per tutti i colleghi che lavorano o hanno residenza in uno dei comuni interessati da ordinanze pubbliche» relative al coronavirus. Lo fa sapere il gruppo aggiungendo di aver disposto in via precauzionale, pur non essendo stato riscontrato alcun contagio tra i propri dipendenti, lo smart working «per i colleghi che lavorano in qualsiasi sede nella quale si sia a conoscenza di un contatto diretto avvenuto, anche al di fuori del contesto lavorativo, tra un collega e una persona risultata positiva al virus». Queste disposizioni saranno applicate anche al personale terzo che opera nelle sedi Enel.
Wind Tre
Wind Tre, a seguito delle misure di controllo e prevenzione della diffusione del Coronavirus, ha deciso di raccomandare a tutti i dipendenti che operano nelle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia di utilizzare lo amart working. L’ azienda assicurerà anche gli interventi necessari e urgenti da parte dei propri tecnici, che opereranno in regime di sicurezza e nel rispetto delle indicazioni ricevute dalle autorità competenti. Wind Tre ha sottolineato a tutti i dipendenti l’importanza di attenersi alle norme igieniche basilari per ridurre l’esposizione e la possibile trasmissione del virus, anche tramite le disposizioni riportate nell’opuscolo informativo redatto dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità.
AB medica: robotica a sostegno delle aziende ospedaliere
L’ azienda lombarda leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, nonché punto di riferimento per la robotica chirurgica in Italia , ha deciso, per questo periodo di emergenza, di offrire pro-bono una tecnologia avanzata per la disinfezione delle infezioni ospedaliere ai principali centri ospedalieri in prima linea nella lotta al Coronavirus.
“La nostra è un'iniziativa doverosa e di carattere sociale – dichiara Aldo Cerruti, presidente del gruppo AB medica – siamo in Lombardia, abbiamo soluzioni valide ed efficaci, non mancheremo di metterle a disposizione per l'emergenza di questo periodo laddove più necessario”.
AB medica, oltre a un'apparecchiatura innovativa utilizzata in questo ambito, dispone di soluzioni di telemedicina ospedaliera e domiciliare che nell'attuale situazione potrebbero risultare molto utili a garantire un monitoraggio continuo dei pazienti.
“Prendersi cura del paziente – prosegue Cerruti - è un impegno collettivo che coinvolge innumerevoli attori, dai medici, agli infermieri ai manager delle aziende ospedaliere sino ad arrivare alle istituzioni e alle aziende che sono attive nel mondo sanitario. In una situazione di criticità diffusa siamo tutti egualmente chiamati a indirizzare i nostri sforzi in maniera sinergica.”
Unilever (sede di Casalpusterlengo, Lodi)
Le attività del centro di ricerca della multinazionale dove lavora il 38enne contagiato dal coronavirus sono ferme per effettuare i test necessari e in attesa delle indicazioni delle autorità sanitarie, riporta l’Ansa. Nell'azienda era scattata già nella mattinata del 21 febbraio la procedura di emergenza e sono stati eseguiti i tamponi sui dipendenti per capire se qualcuno possa essere stato contagiato. È stata chiusa la mensa. Sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti. La gestione dell’azienda è in capo alla Regione Lombardia.