Coronavirus, studenti italiani all’estero: 10 cose da sapere su rientri e rimborsi
Come rientrare da un Erasmus? Come comportarsi se il proprio figlio sta frequentando una università in Uk? E se si trova negli Stati Uniti? Se lo stanno chiedendo molte famiglie italiane di fronte all’emergenza coronavirus. Ecco 10 domande e risposte realizzate con Omni admissions
di Francesca Barbieri
9' di lettura
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(articolo aggiornato il 24 marzo)
Spagna, Gran Bretagna, Francia. E ancora: Stati Uniti, Canada e Australia. Sono queste le mete più gettonate in Europa e nel mondo per i 100mila ragazzi italiani che ogni anno vanno all’estero a studiare, dal liceo fino all’università e oltre. Quanti siano in questo momento all’estero è impossibile dirlo, di sicuro diverse decine di migliaia di italiani potrebbero trovarsi in un Paese straniero bloccati dall’emergenza coronavirus, che sta prendendo piede ormai in ogni parte del globo.
Come rientrare da un Erasmus? Come comportarsi se il proprio figlio sta frequentando una università in Uk? E se si trova negli Stati Uniti? Insieme ad Omni admissions, realtà professionale di consulenza educativa che supporta gli studenti italiani che vogliono intraprendere un percorso universitario internazionale, abbiamo messo a punto 10 domande e risposte, ricordando che è fondamentale monitorare costantemente le indicazioni fornite dal ministero degli Esteri.
Precisiamo subito che ETS, l'ente che somministra il test di lingua inglese TOEFL e il test GRE, richiesto per l'ammissione a programmi master quantitativi, ha annunciato che offrirà la possibilità di sostenere questi esami da casa. A partire dal 26 marzo per il TOEFL e dal 27 marzo per il GRE, gli studenti che risiedono in paesi particolarmente colpiti dalla pandemia potranno accedere alla versione “at-home” di questi esami, creata proprio per permettere a chi sta finalizzando le application in questo periodo, di poterle completare con tutti gli elementi richiesti. L'esame, già interamente computerizzato, manterrà la stessa struttura. Per assicurare che venga svolto rispettando gli stessi standard di affidabilità e sicurezza, verranno combinate tecnologie di intelligenza artificiale all'avanguardia con real-time human monitoring.
1. Come comportarsi se il proprio figlio sta facendo un semestre all'estero in un liceo che potrebbe chiudere e passare alla didattica online nelle prossime ore?
«Ci sono tanti distinguo da fare - rispondono Anna Maria Padula e Marcella Turazza di Omi admissions - . Se lo studente è ospitato da una famiglia potrebbe continuare a restare dov’è e seguire la didattica online sino alla fine del programma; se invece alloggia presso una boarding school (college) occorre fare riferimento alle indicazioni delle singole scuole: in alcuni casi vengono trovati alloggi alternativi per continuare ad ospitare i ragazzi internazionali, in altri i ragazzi sono invitati a tornare a casa e seguire le lezioni da remoto». Un impatto molto forte c'è stato nelle scorse ore per gli studenti che si trovano negli Stati Uniti, per alcuni dei quali - dopo l'annuncio di Trump di sospendere i voli con l'Europa - si è reso necessario organizzare velocemente il rimpatrio.
La grande novità è che l'Ambasciata italiana di Washington si è attivata per assicurare collegamenti aerei diretti per l'Italia e ha concordato con Alitalia un programma ridotto di voli solo andata (one-way) valido sino al 13 aprile.
2. E se invece il proprio figlio sta facendo un semestre all'estero presso un'università, come per esempio un programma Erasmus?
Tutte le università, dalla Spagna agli Stati Uniti passando per UK, che hanno deciso o decideranno a breve di chiudere e di passare alla didattica online, permetteranno agli studenti di rientrare a casa e di concludere il programma accademico sostenendo gli esami da remoto.
Inoltre, trattandosi di ragazzi maggiorenni, sarà una decisione dello studente e della famiglia trovare eventualmente una sistemazione alternativa all'alloggio universitario se desiderassero fermarsi comunque all'estero e continuare il programma online. Alcune università hanno assicurato anche sistemazioni all'interno del campus soprattutto per gli studenti internazionali residenti in zone ad alto rischio come l'Italia.
«In entrambi i casi - raccomandano Padula e Turazza - è fondamentale verificare le coperture assicurative mediche. Il suggerimento è di concordare via mail ogni azione con il responsabile del programma di scambio e con gli uffici dedicati agli studenti internazionali. Questo per evitare di prendere decisioni affrettate che potrebbero avere conseguenze negative sulla validità dell'iniziativa».


