L’emergenza coronavirus ha bloccato Erasmus+: tutti i ragazzi coinvolti potranno appellarsi alla «clausola di forza maggiore» per modificare i loro piani, quindi annullare, rinviare o posticipare l’esperienza all’estero. La platea interessata - nel caso di Erasmus+ - è di circa 47mila ragazzi (stando alle partenze dell’ultimo anno accademico). Agli studenti attualmente all’estero l’Unione europea raccomanda di contattare nell’ordine Università di appartenenza, Farnesina e Ambasciate italiane. La richiesta di forza maggiore dovrà essere inoltrata entro il 20 aprile per i progetti del 2018, entro il 29 maggio per quelli del 2019.
3. Cosa succederà agli studenti che tra maggio e giugno avrebbero dovuto sostenere gli esami di diploma tra cui IB, A-levels o APs? Conseguiranno regolarmente il Diploma? In base a quali criteri sarà assegnato? Come risponderanno le università?
Il governo UK aveva già annunciato la cancellazione degli esami per il conseguimento della maturità inglese (A-levels). È notizia del 22 marzo che l'IBO, l'ente che amministra l'International Baccalaureate Diploma, ha cancellato gli esami che avrebbero dovuto aver luogo tra aprile e maggio. Oltre agli studenti italiani che stavano studiando presso boarding school in UK, sono migliaia gli studenti italiani che frequentano una delle 27 IB World School sul nostro territorio nazionale.
Sia l'IBO sia il governo UK hanno garantito che gli studenti conseguiranno il relativo Diploma e hanno offerto anche indicazioni su come verrà assegnato il voto finale: verrà calcolato sulla base dei predicted grade e dei risultati ottenuti negli esami e negli assignment svolti nel corso dello scorso anno e di quello corrente. Maggiori dettagli qui per l'IB e qui per gli A-levels.
«Il nostro suggerimento – dicono Padula e Turazza – continua a essere quello di monitorare quotidianamente le decisioni delle scuole e degli enti che somministrano questi esami, nonché i siti delle università a cui si è fatto domanda o da cui sono state ricevute delle offerte. Sicuramente, alla luce degli avvenimenti delle scorse settimane, le università si stavano già preparando alla possibilità della cancellazione degli esami finali. Nei prossimi giorni ci si potrebbe aspettare una comunicazione su eventuali cambi nel meccanismo di aggiornamento/conferma delle offerte».
Diversa invece la soluzione adottata da College Board, che oltre a somministrare il test SAT somministra anche gli esami AP, generalmente sostenuti dagli studenti americani: nei giorni scorsi ha infatti annunciato che sarà possibile sostenerli online.
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4. Cosa suggerire se il proprio figlio sta facendo l'università all'estero in Europa?
Stiamo assistendo in tutto il mondo a una progressiva chiusura delle università con il passaggio alla didattica online. Il fenomeno, partito in Asia ancora prima del Covid-19 per i disordini di Hong Kong, si è esteso in modo importante. Resistono oggi alcuni baluardi come poche università olandesi e inglesi, che non resisteranno però a lungo prima di cessare le lezioni frontali. Il suggerimento è di essere pronti a rientrare, monitorando anche lo stato dei voli internazionali, perché le comunicazioni da parte delle università si stanno susseguendo. Trattandosi di maggiorenni, in alcuni casi con un alloggio proprio, lo studente potrà sempre decidere di fermarsi anche se la raccomandazione di quasi tutte le università è di rientrare nel proprio paese.
5. Cosa cambia invece se lo studente sta facendo l'università negli Stati Uniti?
Anche negli Stati Uniti le università stanno passando progressivamente alla modalità online a partire da Stanford e Washington University seguite a ruota dalle Ivy League Harvard, Princeton e Columbia per poi estendersi alla quasi totalità nelle ultime ore.
La chiusura delle università americane è stata repentina e inaspettata quando ancora il Presidente Trump stava tenendo bassi i toni sul Covid-19. Le comunicazioni delle università nei confronti degli studenti internazionali non sono state né univoche né esaustive, soprattutto sul tema cruciale del visto studentesco e della sua validità qualora lo studente uscisse dagli Stati Uniti per un tempo superiore a quello consentito (5 mesi).
Le università non hanno ancora ricevuto delle indicazioni chiare da parte dello Student and Exchange Visitor Program (SEVP), l'ente che governa le norme degli studenti stranieri negli Stati Uniti. Molti studenti sono partiti per raggiungere l'Italia senza avere certezze sulle eccezioni che dovrebbero essere adottate vista la situazione straordinaria rispetto alle norme attuali per il rientro in Usa.
Per chi decide di rimanere, gli unici studenti ai quali è stata garantita una sistemazione on campus da parte della maggior parte delle università sono proprio gli italiani, i cinesi e quelli provenienti dalle aree ad alto rischio (level 3). Inoltre, le università hanno raccomandato di non lasciare il paese a tutti gli studenti che avevano già avviato le pratiche per il permesso di lavoro opzionale (Optional Practical Training - OPT) che gli studenti utilizzano per gli stage estivi e per il primo impiego in Usa successivo alla laurea.
«Il suggerimento - raccomandano Padula e Turazza - è anche qui di seguire le indicazioni degli uffici dedicati agli studenti internazionali e in particolare degli uffici che sovrintendono i visti per non incorrere in rischi e cavilli burocratici. Per chiunque decidesse di fermarsi negli Stati Uniti sia sul campus sia in abitazioni proprie, raccomandiamo di registrare la loro presenza presso le università, di controllare le proprie coperture assicurative mediche e di tenere presente l'accordo tra l'Ambasciata italiana e Alitalia sui voli di rientro garantiti sino al 13 aprile».
6. Cosa deve fare chi non ha ancora completato le domande di ammissione per le università internazionali con ingresso a settembre 2020?
Molti studenti sono ancora nei tempi corretti per fare domanda a università all'estero (soprattutto Spagna, Olanda, Francia), ma a causa della chiusura delle scuole italiane hanno difficoltà nel reperire lettere di referenze da parte dei singoli professori e le pagelle tradotte in inglese e timbrate dalla segreteria della scuola di provenienza, indispensabili per il completamento e la validità della domanda di ammissione.
«Il nostro consiglio - dicono Padula e Turazza - è di contattare l'ufficio ammissioni delle singole università (Undergraduate Admissions Office) chiedendo l'autorizzazione a inviare la domanda seppur incompleta garantendo di ultimarla non appena le scuole riprenderanno un'attività regolare. Si può inoltre proporre di inviare nel frattempo le pagelle originali in italiano con una traduzione effettuata da un traduttore certificato».
7. Come si può ovviare al fatto che sono stati cancellati molti test di ammissione alle università?
Anche su questo fronte stiamo assistendo alla cancellazione progressiva di molti test di ingresso alle università internazionali (SATdi marzo e maggio, ACT di aprile e test propri delle singole università). In relazione ai test delle università, queste si stanno organizzando per offrirne una versione online in tempi brevi come per esempio sta facendo la IE University di Segovia e Madrid.
Per quanto riguarda i test standardizzati richiesti da quasi tutte le università americane e da molte europee (SAT e ACT), ci si augura che non vengano cancellate anche le prossime sessioni estive. Per maggiori informazioni sulle date internazionali bene monitorare i siti di College Board per l'SAT e dell’ACT . Al momento sembra che entrambe le associazioni stiamo pensando di programmare date di recupero negli Stati Uniti; si spera che decidano lo stesso anche negli altri paesi che hanno subito cancellazioni.