Cooperazione, così la ricchezza del caffè resta ai produttori locali
In Kenya E4Impact, insieme a Cefa e Avsi, sta supportando le cooperative locali affinché la filiera del caffè sia competitiva, a vantaggio dei produttori
di Alberto Ruozzo*
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I punti chiave
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Il Kenya è uno dei protagonisti indiscussi della transizione economica in atto in Africa da un decennio a questa parte. Un Paese dal terreno vasto, fertile e ricco in termini di varietà coltivate, che annovera tra le sue risorse naturali il pregiato caffè di tipo Arabica. Ma il caffè locale sinora non ha avuto un grande vantaggio competitivo. Ma ora qualcosa sta cambiando grazie al progetto internazionale a favore di 21 cooperative distribuite in 7 regioni produttive del Kenya e sostenuto anche dall’Italia
Il mancato vantaggio competitivo
La coltivazione del caffè di tipo Arabica costituisce il 99% della totalità di caffè coltivato sul territorio kenyota, un vero e proprio tesoro che gode di condizioni climatiche tra le più favorevoli di tutto il pianeta. Eppure, se comparato ad altre tipologie coltivate lungo la “Coffee Belt”, l'area intercontinentale di produzione compresa tra il Tropico del Cancro e quello del Capricorno, l'Arabica Kenyan Coffee non gode di una vera e propria differenziazione in termini di prezzo, anche a causa di tecniche produttive inefficienti, della mancanza di adeguati fondi e infrastrutture, oltre all'impossibilità di tracciare il prodotto e alla mancanza di dati e informazioni sulle caratteristiche tecniche e produttive del caffè.
Il mercato in mano a poche grandi corporation
Questi sono solo alcuni dei motivi del suo mancato vantaggio competitivo. Inoltre, il sistema di commercializzazione è ancora oggi concentrato nelle mani di poche grandi corporation che tramite il possesso diretto o indiretto di impianti di macinazione, agenzie di marketing e dealer, controllano l'intera catena del valore del prodotto, da quando il chicco di caffè appena tostato lascia la cooperativa fino al consumo finale. Essendo spesso isolate e prive di acquirenti diretti, le piccole cooperative di caffè presenti in Kenya si affidano a queste corporation per poter collocare il proprio prodotto, a un prezzo che spesso rischia di non coprire neppure il costo di produzione.
Una filiera con impatto sociale locale
In questo contesto, a favore di 21 cooperative distribuite in 7 regioni produttive del Kenya, nel maggio 2021 è stato lanciato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo il progetto triennale Arabika, a cui prende parte E4Impact Foundation con il governo keniota e le onlus Cefa e Avsi. E4Impact è una fondazione, nata poco più di 10 anni fa come spin-off di Altis - Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, con l'obiettivo di formare una nuova generazione di imprenditori a forte impatto sociale in Africa.
E4Impact oggi opera in 20 paesi africani attraverso 7 uffici e centri per l'imprenditorialità gestiti da manager africani, nonché tramite diverse partnership con università, aziende e istituzioni. Al progetto Arabika la Fondazione contribuisce attraverso il suo centro per l'imprenditorialità di Nairobi, curando in particolare la formazione imprenditoriale e la definizione di un piano di comunicazione e branding del caffè. L'obiettivo ultimo del progetto? Garantire un posizionamento di mercato adeguato a questo prodotto sia a livello locale che internazionale, e infondere nella comunità locale l'idea che l'intera filiera del caffè possa contribuire attivamente a un incremento dello sviluppo sociale in termini occupazionali, di acquisizione di tecniche gestionali e di maggiore equità nella distribuzione del profitto.


