Contro la povertà educativa, vince l’alleanza non profit, aziende e comunità
Con Sport Never Stop, la Fondazione Albero della Vita ha raggiunto 1.500 minori lavorando su assistenza e prevenzione
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Emanuela non aveva mai fatto nuoto. Oggi ha una medaglia al collo e un’idea chiarissima: ha solo 12 anni, ma ha già imparato a vincere. Ha affrontato la sua prima gara con determinazione, sfidando ragazze più grandi e arrivando prima al traguardo. «Il mister pensava non ce l’avrei fatta. Invece ho vinto». Per lei, il nuoto è stato scoperta, libertà e fiducia: «La timidezza si vince quando trovi qualcosa che ti fa sentire sicura. L’ansia c’è sempre, ma poi scompare». Il suo sogno è continuare a nuotare, magari a livello agonistico.
Emanuela è una delle oltre 1.500 bambine e bambini coinvolti in Sport Never Stop, progetto promosso da Fondazione L’Albero della Vita Ets in collaborazione con Fondazione Conad Ets per portare lo sport nei quartieri disagiati delle grandi città italiane. «Una madre era commossa. Era la prima volta che il figlio trovava un luogo dove stare davvero a suo agio», racconta una delle educatrici che ha collaborato al progetto. Grazie a Sport Never Stop, infatti, questa mamma ha potuto iscrivere entrambi i suoi figli a un corso di nuoto, un’opportunità che non avrebbe potuto permettersi altrimenti. Uno dei due bambini, con una diagnosi di Asperger, ha trovato in piscina un ambiente sereno e inclusivo, capace di farlo sentire finalmente a casa.
Povertà educativa e nuove fragilità
In Italia la povertà educativa resta un fenomeno pervasivo ma troppo spesso sottovalutato, intrecciato alla povertà materiale e capace di compromettere in modo profondo il futuro delle nuove generazioni. Secondo i dati Istat più recenti, nel 2023 oltre il 70% dei bambini e ragazzi tra i 3 e i 19 anni non ha mai visitato una biblioteca, e quasi il 40% non ha svolto attività sportiva durante l’anno.
Numeri che raccontano la mancanza di stimoli culturali, relazionali ed educativi, fondamentali per costruire competenze trasversali e una visione positiva di sé stessi. Una povertà che non si limita a togliere libri e attività, ma priva i più giovani della possibilità di sperimentarsi, sbagliare, riprovare. «In un mondo in cui la povertà educativa rappresenta ancora una sfida significativa, è fondamentale adottare approcci innovativi e inclusivi per supportare i bambini e i giovani che vivono nei quartieri più svantaggiati delle nostre città. Questo progetto risponde a questa esigenza, fornendo un’alternativa positiva e costruttiva per coloro che potrebbero altrimenti essere esposti ai rischi legati alla criminalità e alla delinquenza», dichiara Ivano Ferrarini, amministratore delegato di Conad Centro Nord.
Progetti come Sport Never Stop rappresentano per questi ragazzi molto più che un semplice corso sportivo: offrono un’alternativa concreta, la possibilità di sentirsi parte di un gruppo, di scoprire passioni nuove e sviluppare valori come rispetto, disciplina, lavoro di squadra. Il movimento, lo sport, la relazione con adulti significativi diventano così un vero antidoto al rischio di esclusione e marginalità, restituendo ai bambini uno spazio di libertà e di sogno dove poter crescere.


