Borse, dividendi mondiali oltre i «rumori di fondo»: primo trimestre da record
di Maximilian Cellino
di Giorgio Pogliotti
4' di lettura
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Per sollecitare ampie modifiche alla legge di Bilancio, che attualmente è all’esame del Senato, è in programma un fitto calendario di proteste che vede coinvolte la Cgil e la Uil con scioperi territoriali di 8 ore nel periodo compreso dal 17 novembre al 1 dicembre, mentre la Cisl,contraria allo sciopero, manifesta il 25 novembre a Roma. Anche i sindacati dei medici hanno annunciato uno stop per il 5 dicembre contro la revisione in senso peggiorativo dell’aliquota per il calcolo delle pensioni prevista dalla Manovra. In piazza l’11 novembre il Pd che ha chiamato a raccolta l’opposizione incassando la disponibilità del M5s di Giuseppe Conte.
Iniziamo dai sindacati che si sono divisi nel giudizio sulla Manovra e nella strategia da mettere in campo per ottenere modifiche. Da Cgil e Uil la bocciatura è netta: sotto lo slogan “Adesso basta” venerdì 17 novembre, hanno indetto 8 ore di sciopero per tutti i lavoratori delle regioni del Centro con una manifestazione a Roma in Piazza del Popolo, con i segretari generali Maurizio Landini e Pier Paolo Bombardieri. Nella stessa giornata del 17 novembre Cgil e Uil hanno indetto uno sciopero nazionale del trasporto, di tutto il pubblico impiego e della scuola. Il 20 novembre a scioperare sarà la Sicilia con manifestazione a Siracusa, mentre la Sardegna sciopererà lunedì 27 novembre con manifestazione a Cagliari.Venerdì 24 novembre le 8 ore di sciopero riguarderanno tutti i lavoratori delle Regioni del Nord con manifestazioni a Brescia e a Torino. Infine, venerdì 1° dicembre a incrociare le braccia per 8 ore saranno i lavoratori delle Regioni del Sud con manifestazioni a Bari e a Napoli.
Cgil e Uil intendono cambiare non solo la legge di Bilancio, ma più in generale la politica economica e sociale del governo Meloni. «La nostra non è una protesta che finisce con la legge di Bilancio, ci sono temi che rimangono: il rinnovo dei contratti, la riforma fiscale, il mercato del lavoro e la precarietà, le pensioni», su cui «c’è il capolavoro» del governo che «peggiora la legge Fornero» , ha spiegato Landini. Su lavoro, fisco e previdenza, per Bombardieri «la manovra non dà risposte alle nostre richieste e proposte unitarie»e «anche nei suoi aspetti positivi rimane comunque carente, a partire dal taglio del cuneo contributivo che interviene mantenendo lo status quo e quindi non porta nessun aumento in busta paga».
La Cisl ha preso le distanze dallo sciopero e sabato 25 novembre sarà in piazza Santi Apostoli, a Roma, per una manifestazione nazionale che ha come parola d’ordine “Partecipare per crescere: migliorare la manovra, costruire un nuovo Patto sociale”. Il leader Luigi Sbarra chiama i lavoratori ad una giornata di mobilitazione per incalzare governo e parlamento e ottenere «maggiori risposte» in legge di Bilancio.
Tra gli aspetti positivi della Manovra, la Cisl indica la conferma per il 2024 del taglio del cuneo contributivo dei lavoratori; la defiscalizzazione dei fringe benefit anche per i lavoratori senza carichi familiari; la proroga della detassazione della contrattazione decentrata; lo stanziamento di risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.Tra le criticità che la Cisl chiede di modificare durante la discussione parlamentare, ci sono le penalizzazioni introdotte sulle norme di accesso alla pensione e il taglio alle rendite pensionistiche retributive dei lavoratori degli enti locali, della Sanità, degli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate, degli ufficiali, aiutanti e coadiutori giudiziari.