Conto alla rovescia per il documento unico: tutte le tappe per arrivarci
di Maurizio Caprino
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Dopo quasi un mese dalla sua approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo sul documento unico dei veicoli (il n. 98/2017), che attua la riforma Madia della pubblica amministrazione per la parte relativa a Motorizzazione e Pra. Effetti immediati non ce ne saranno. Non solo perché il Dlgs entrerà in vigore solo 30 giorni dopo la sua pubblicazione, cioè il 24 luglio: il testo prevede una serie di adempimenti attuativi scaglionati nel tempo. Eccone il calendario.
Il 24 luglio ci sarà solo una conseguenza pratica: la vigilanza sulle attività del Pra passerà dalla Presidenza del Consiglio (che resterà invece competente sull’Aci, ente gestore del Pra) al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Un passaggio che dovrà comunque essere chiarito nei dettagli, anche perché il Dlgs dispone che restano ferme «le competenze del ministero della Giustizia e dell’autorità giudiziaria previste dalle disposizioni vigenti».
Entro il 22 settembre, invece, il ministero delle Infrastrutture dovrà emanare due decreti attuativi:
- uno che fissi le modalità con cui il futuro documento unico (che non sarà altro che una versione “ampliata” della carta di circolazione) riporterà i dati relativi alla proprietà e alla disponibilità del veicolo (per esempio, ipoteche e fermi amministrativi, oggi contenuti nel certificato di proprietà, che sarà abolito);
- uno che stabilisca forma e contenuto del modulo da presentare per chiedere il rilascio del documento unico.


