Il 20 gennaio 2018 scadrà il termine entro cui andranno emanati i due Dpr che dovranno coordinare le novità previste dal Dlgs 98/2017 con gli attuali regolamenti sui quali hanno impatto (il Dpr 495/1992 sul Codice della strada e il Dpr 358/2000 sullo Sportello telematico dell’automobilista).
Entro il 30 aprile 2018 i ministeri di Infrastrutture, Economia e Giustizia dovranno emanare il decreto che fissa la nuova tariffa da pagare per ottenere il documento unico. L’importo sarà non superiore alla somma delle tariffe attualmente previste per carta di circolazione e certificato di proprietà. Verosimilmente sarà fissato in modo da essere pari al massimo, vanificando così i risparmi di cui parla la riforma Madia su questo punto (articolo 8, comma 1, lettera d).
Il 1° luglio 2018 si presenta come la data più importante, perché entreranno in vigore le modifiche al Codice della strada legate al Dlgs: non solo il documento unico (che sarà rilasciato da quella data a chi acquista un veicolo, mentre sui mezzi già circolanti resteranno validi la carta di circolazione e il certificato di proprietà attuali, fino alla prima pratica che ne richiederà l’aggiornamento), ma per esempio anche le nuove modalità di radiazione dal Pra (tra cui quella d’ufficio per chi non paga il bollo auto per tre anni di seguito e l’obbligo di revisione prima di esportare un veicolo).
Il 24 luglio 2018 scadrà il termine di un anno previsto per principio generale per modificare un Dlgs. Normalmente questo termine può bastare per capire i correttivi da adottare in base all’esperienza nell’applicazione delle nuove norme, ma in questo caso ciò appare difficile: la reale attuazione delle novità sarà entrata a regime da appena 24 giorni.
Sempre il 24 luglio 2018 il ministero delle Infrastrutture dovrà presentare al Parlamento una relazione sugli effetti del Dlgs 98/2017, in particolare sui risparmi eventualmente conseguiti per l’utenza (in modo tale che si possa eventualmente tagliare la tariffa unica rispettando almeno in questo la riforma Madia) e sugli effetti sull’organizzazione dell’Aci. Alla luce di questo, si deciderà se mettere mano all’unica opzione che il Dlgs 98/2017 consente espressamente per conseguire risparmi davvero significativi: costituire un archivio unico, al posto degli attuali Pra (gestito dall’Aci) e Anagrafe nazionale veicoli (gestito dalla Motorizzazione, organo del ministero dei Trasporti). Le modalità organizzative andranno definite entro il 24 luglio 2019.