Conto alla rovescia per finanziare gli obiettivi sostenibili entro il 2030
Le riduzioni negli aiuti internazionali minacciano assistenza sanitaria e emergenze in Paesi fragili
di Lab24
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3.400 miliardi di euro. È questo l’enorme deficit annuale di finanziamento che il mondo deve colmare per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite entro il 2030.
All’inizio di luglio, a Siviglia, durante la Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento allo Sviluppo, è stato approvato un pacchetto di 130 riforme e azioni – noto come Compromesso di Siviglia – con l’obiettivo di ridurre questo divario.
Tuttavia, in un contesto segnato da crescenti conflitti e da sempre più barriere politiche e commerciali, le prospettive di un reale rilancio del sostegno economico al Sud del mondo appaiono sempre più deboli.
Uno dei segnali più preoccupanti è arrivato dagli Stati Uniti, che non solo hanno rifiutato di firmare il documento finale, ma hanno anche disertato la conferenza. Un’assenza significativa, considerando che per decenni gli USA sono stati il principale donatore mondiale di aiuti pubblici allo sviluppo, contribuendo con una quota compresa tra il 25% e il 30% del totale globale.
Questa scelta non è del tutto inaspettata: segue infatti il drastico taglio del 92% dei fondi destinati all’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) deciso dall’amministrazione Trump.


